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Orticaria

L’ Orticaria

L’orticaria è una patologia caratterizzata dall’improvvisa comparsa di un’eruzione cutanea, pruriginosa, detta pomfo, un rigonfiamento irregolare e arrossato che compare sulla cute accompagnato da intenso prurito la cui eziologia è molto variabile; colpisce prevalentemente qualsiasi zona della epidermide, ma può anche estendersi agli strati più profondi della cute e in questo caso si parla di angioedema o Sindrome Orticaria-Angioedema (SOA).

 

 

La Eziopatogenesi

L’Orticaria è una patologia piuttosto complessa ed eterogenea per la varietà dei fattori eziologici, le difficoltà di identificazione degli agenti causali e la conoscenza incompleta dei meccanismi patogenetici.

La causa più frequente di un’orticaria è l’allergia alimentare ad uno o più epitopi proteici contenuti in cibi allergizzanti. Altri fattori scatenanti sono i graffi di animali, le punture di insetto, stress emotivi, infezione da echinococco (riscontrabile negli animali come il cane e trasmettibili all’uomo), pollini.

l’eruzione cutanea dell’orticaria è dovuta alla liberazione di istamina da parte delle mast-cellule e dei basofili che può essere provocata da numerosissimi fattori, passando da alcuni alimenti fino allo stress emotivo.

L’orticaria acuta è spesso provocata da reazioni allergiche, tuttavia le cause scatenanti possono essere molteplici: farmaci, determinati alimenti, allergia alimentare, graffi di animali, punture di insetti, stress emotivi, infezione da echinococco, pollini, acari della polvere, sostanze chimiche. Tra le cause più comuni dell’orticaria acuta vi sono le infezioni, le intolleranze farmacologiche e le allergie/intolleranze alimentari.

L’orticaria cronica presenta raramente una eziologia allergica, ma spesso riconosce un’eziologia autoimmune. Da numerosi studi risulta che circa i due terzi dei casi di orticaria cronica sono di origine autoimmune, i rimanenti casi sono dovuti ad anticorpi anti IgE o ad anticorpi anti tiroide.

La degranulazione del mastocita con liberazione di istamina e altri mediatori determina le modificazioni fisiopatologiche che a livello cutaneo si manifestano col pomfo: l’istamina svolge la propria azione legandosi a recettori specifici posti sulla membrana cellulare e di conseguenza provoca aumento della permeabilità vascolare, vasodilatazione e stimolazione delle fibre sensorie con dolore e prurito.

 

 

La Clinica

L’orticaria è caratterizzata dalla presenza di pomfi, variabili per forma, dimensioni, numero e sede; sono eruzioni arrossate e pruriginose, fugaci, migranti, di diverse forme e dimensioni, da pochi millimetri a diversi centimetri di diametro che si presentano in forma rotondeggiante oppure sotto forma di anelli e chiazze di grandi dimensioni.

Possono comparire ovunque sul corpo; di solito scompaiono più o meno rapidamente per poi ricomparire, a poussée, accompagnati da prurito, in diverse sedi corporee. In alcuni casi, su palpebre, padiglioni auricolari, scroto, mani, piedi; insieme ai pomfi dell’orticaria può coesistere un gonfiore anche forte dei tessuti (angioedema) che è poco o niente pruriginoso ma spesso doloroso.

Talvolta all’orticaria estesa si possono associare manifestazioni sistemiche di tipo cardiovascolare (ipotensione fino allo shock), respiratorio (dispnea, tosse) o gastroenterico (dolori addominali, diarrea, vomito).

 

 

La Diagnosi

L’orticaria acuta viene diagnosticata mediante una accurata anamnesi che analizzi i tipi di alimenti ingeriti, i farmaci assunti insieme all’esame dei segni e sintomi associati alla comparsa delle lesioni cutanee.

Possono essere eseguiti test cutanei od ematici per evidenziare se i pomfi sono causati da una reazione allergica, soprattutto se la loro insorgenza sembra essere determinata da alcuni specifici fattori scatenanti.

Nella forma autoimmune, escluse le altre cause di orticaria, si è dimostrato utile il test con siero autologo; il siero del paziente, separato dalla parte corpuscolata, viene re-iniettato con una puntura intradermica nell’avambraccio del paziente. Se dopo 30 min. dall’iniezione intradermica si ha la comparsa di pomfi in corrispondenza della sede di iniezione, analoghi a quelli dell’orticaria, il test viene valutato come positivo a conferma del meccanismo autoimmune della patologia.

 

 

La Terapia

Generalmente i sintomi dell’orticaria acuta si attenuano da soli entro pochi giorni, pertanto il trattamento è esclusivamente sintomatico con gli antistaminici. In caso di episodi particolarmente intensi, soprattutto se in concomitanza di angioedema con difficoltà di deglutizione o dispnea, è opportuna la somministrazione di corticosteroidi.

Gli effetti di queste terapie sono comunque solo sintomatici e il ricorso ai corticosteroidi spesso risulta insufficiente nel trattamento dell’orticaria autoimmune, anche se sono determinanti nella maggior parte delle forme secondarie.

La ciclosporina, nei soggetti con orticaria cronica autoimmune, dimostra un’elevata efficacia risolutiva anche nei casi di corticoresistenza. Un ulteriore provvedimento terapeutico, da riservarsi a casi particolarmente refrattari, è rappresentato dalla plasmaferesi che, rimuovendo dal siero gli autoanticorpi o i fattori circolanti coinvolti, assicura periodi piuttosto prolungati di benessere.

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