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Sindrome Sistemica da Allergia al Nichel (SNAS)

La Sindrome Sistemica da Allergia al Nichel (SNAS)

La SNAS è caratterizzata, oltre che dalle manifestazioni cutanee per una allergia da contatto (DAC – dermatite allergica da contatto), anche da reazioni allergiche generalizzate al nichel contenuto negli alimenti.

L’allergia da contatto al nichel è molto diffusa e può interessare fino al 30% della popolazione generale; il 20% circa di questi presenta anche una SNAS.

L’assunzione giornaliera alimentare media di nichel si aggira intorno ai 0,3-0,4 mg. In Italia la prevalenza globale di allergici al nichel è del 32% con una maggior frequenza nel sesso femminile (15-20%) a causa degli articoli di bigiotteria spesso indossati o dei prodotti cosmetici.

 

 

La Eziopatogenesi

Il nichel (o nichelio) è l’elemento chimico di numero atomico 28 con simbolo Ni. Il nome deriva dal nome svedese Nickel, diminutivo di Nicolaus.

Il nichel è un metallo pesante duro, colore grigio chiaro, altamente resistente all’aria e all’acqua. È presente quasi ovunque, sia nel terreno che nei tessuti animali e vegetali e nel corpo umano dove è necessario per molti processi biologici. È anche un sottoprodotto industriale, presente nei fertilizzanti, nelle sigarette, nei gas di scarico delle auto.

È un costituente di molte leghe metalliche (bigiotteria, stoviglie, chiavi, euro-monete e attrezzi metallici vari) e di prodotti della cosmesi (mascara, ombretti, rossetti e detergenti).

Si trova nel suolo (5-500 mg/kg), negli alimenti vegetali (0,5-5 mg/kg) e animali (0,1-5 mg/kg) e nell’acqua dolce (5-100 mg/L). La concentrazione nel suolo e nei prodotti vegetali può variare da zona a zona a seconda del tipo di terreno, dell’impiego di fertilizzanti sintetici e pesticidi, della contaminazione da scarichi industriali. Il nichel partecipa insieme al ferro alla formazione dell’acciaio inossidabile.

Il Nichel è un forte aptene con una buona reattività chimica, un alto peso molecolare e idrofobicità, che ne facilita la penetrazione attraverso la cute e le mucose; il nichel si coniuga ad alcune proteine presenti a livello cutaneo e determina la formazione di un complesso antigenico che viene riconosciuto come non-self dal sistema immunitario con scatenamento di una risposta immune. Nel caso dell’allergia generalizzata da ingestione di alimenti la coniugazione del nichel con proteine si verifica a livello intestinale. La capacità del nichel di indurre una reazione allergica è dovuta alla presenza di due elettroni spaiati nella sua orbita periferica, il che permette un legame organico con peptidi o proteine con formazione di complessi antigenici responsabili delle reazioni allergiche.

L‘allergia al nichel è un’allergia da accumulo in quanto un notevole accumulo di nichel nell’organismo delle persone sensibili può scatenare reazioni allergiche anche per contatto con una minima quantità della sostanza.

Studi recenti hanno evidenziato che nei soggetti con SNAS, il 74% presentava una concomitante intolleranza al lattosio, a fronte del solo 6% nei soggetti di controllo.

 

 

La Clinica

I sintomi della sindrome da allergia sistemica al nichel (SNAS) si dividono in sintomi cutanei ed extra-cutanei.

I sintomi cutanei sono rappresentati dalla dermatite sistemica da contatto (DAC) con lesioni cutanee solitamente circoscritte nelle zone dell’avvenuto contatto con il metallo che variano dall’eritema alla formazione di vescicole talvolta a stampo, dalla desquamazione alle ulcerazioni accompagnate da forte prurito e bruciore nella zona interessata. Le sedi più comunemente colpite sono le pieghe dei gomiti, il collo, l’interno coscia, il palmo delle mani, i margini laterali delle dita e le piante dei piedi.

I sintomi extracutanei sono: sintomi gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, gonfiore e tensione addominale, stipsi, pirosi), sintomi respiratori (rinite e asma), sintomi neurologici (cefalea, capogiri e vertigini), sintomi generali (febbre, fibromialgie, artralgie, sindrome da stanchezza cronica, Insonnia).

 

 

La Diagnosi

La diagnosi di SNAS è molto più complessa della diagnosi di una dermatite allergica da contatto. Il patch test (ovvero l’applicazione di un cerotto contenente nichel per 48-72 ore solitamente sul dorso) viene eseguito per confermare la sensibilizzazione al nichel, ma l’unica possibilità di diagnosi definitiva è il test di provocazione che riproduce l’esposizione naturale.

Dopo il riscontro di un Patch test positivo che dimostra una sensibilizzazione al Nichel solfato, si inizia una dieta a basso contenuto di nichel per almeno 3 settimane; successivamente si procede con il Test di provocazione orale in cieco contro placebo; al paziente vengono somministrate, senza che il soggetto sia a conoscenza del contenuto, alternativamente capsule contenente talco e capsule contenente una quantità fissa di nichel solfato. La diagnosi viene confermata solo in caso di comparsa di sintomi con il Nichel e assenza di sintomi con il placebo.

 

 

La Terapia

Nel corpo umano si ritrovano tracce di nichel per un totale di circa 1 mg; eliminare del tutto il nichel dall’organismo è impossibile perché il nichel è fondamentale in vari processi metabolici necessari per il mantenimento dell’omeostasi ai quali prende parte come coenzima: metabolismo glucidico e lipidico, metabolismo ormonale, mantenimento membrane cellulari, sintesi degli acidi nucleici. Pertanto il nichel è un micronutriente del quale sono sufficienti tracce affinché possa assolvere le sue funzioni biologiche; è stato calcolato che il fabbisogno ipotetico di nichel nell’organismo umano è dell’ordine dei 100 mcg.

 

La Terapia Dietetica

Non è possibile a tutt’oggi definire la dose soglia di nichel alimentare necessaria per l’espletamento delle sue funzioni biologiche, oltre la quale la quantità di nichel assunto è in grado di evocare sintomi sistemici in soggetti sensibilizzati; pertanto chi è affetto dalla SNAS deve conoscere la quantità di nichel presente negli alimenti onde seguire una opportuna dieta povera di nichel.

 

Le possibili indicazioni alimentari sono:

  • Evitare tutti i cibi ad alto contenuto di nichel (come cacao, cioccolato, semi di soia, farina d’avena, noci, mandorle, legumi freschi e secchi);
  • Evitare tutte le bevande e gli integratori vitaminici con nichel e il cibo in scatola;
  • Preferire alimenti di origine animale anziché vegetale in quanto di solito contengono meno nichel;
  • Consumare latte e derivati che sono a basso contenuto di nichel;
  • Consumare riso, grano raffinato, patate, cavoli e cetrioli;
  • Per frutta si possono assumere banane, mele e agrumi;
  • Un moderato consumo di Tè e caffè;
  • Non utilizzare utensili nichelati per la cottura;
  • Non bere né usare per cucinare la prima acqua che esce dal rubinetto la mattina, in quanto durante la notte può essere stato rilasciato nichel del rubinetto;
  • Evitare Il fumo di sigaretta visto che nelle sigarette il nichel è presente in misura di 1-3 μg per sigaretta sotto forma di nichel-carbonile.

 

La Terapia Farmacologica

Possono essere impiegati:

  • Creme a base di corticosteroidi (applicazione topica), ad elevata azione antinfiammatoria;
  • Antistaminici per via orale;
  • Corticosteroidi somministrati per via orale (per le reazioni allergiche gravi).

 

L’ Immunoterapia

Da qualche anno viene impiegata una terapia immunologica, detta terapia orale di iposensibilizzazione al nickel (TIO Nichel), che si basa sulla somministrazione di minime quantità di nichel a dosi crescenti tendente a creare una condizione di tolleranza verso gli alimenti contenenti quantità elevate. Anche se questa terapia è ancora in una fase di sperimentazione, è risultata piuttosto efficace nel ridurre i sintomi gastrointestinali e cutanei sistemici; i risultati per i casi di DAC non sono ancora del tutto soddisfacenti e sono necessari ulteriori studi onde migliorare l’efficacia di questa terapia.

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