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Nuovo Coronavirus: e se cominciassimo a ragionare?




Post pubblicato su Facebook in data 22 Febbraio 2020

 

E se A PROPOSITO DI CORONAVIRUS, invece di fare i sensazionalisti ad ogni costo, cominciassimo finalmente a ragionare? Proviamo a farlo, senza paraocchi, senza sermoni e, soprattutto, senza ipocondrie:

– dall’osservatorio epidemiologico nazionale che, dal 2005, monitorizza l’andamento annuale delle epidemie influenzali (quelle comuni di ogni inverno), ci informano che in Italia, nella stagione 2019-2020 (quella tuttora in corso), i casi ufficiali di sindromi influenzali e para-influenzali sono stati circa 5.018.000 (5milioni e18mila);

– secondo i dati ufficiali dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia, le sindromi simil-influenzali interessano circa il 9 per cento dell’intera popolazione, con un numero di decessi diretti oscillanti, ogni anno, tra i 300 e i 400 più alcune migliaia di morti indiretti (dai 4 ai 10 mila) per complicanze polmonari o cardiovascolari legate all’influenza;

– ad oggi in Italia, dall’inizio dell’epidemia COVID-19, sono decedute 2 (leggasi DUE) persone risultate positive al nuovo Coronavirus;

– i numeri della nuova epidemia, nella loro provvisorietà, risultano essere piuttosto aleatori, facendo semmai presagire – questo si – un tasso di letalità (ossia il rapporto tra morti e contagiati) più alto rispetto a quello della classica influenza stagionale. Ma questa è solo una stima, per la quale è certamente il caso di mantenere acceso il livello di attenzione, senza però che ognuno – ma dico davvero ognuno – si senta, per il tramite della propria maledettissima tastiera, autorizzato ad alimentare il fuoco insano della malainformazione in un circuito pericolosissimo nel quale troviamo inseriti, senza discernimento alcuno (e da parte di chi meno te lo aspetti), elementi sanitari, razziali ( e razzisti), comportamentali, religiosi, governativi, planetari e cosmici;

la nuova infezione da Coronavirus (COVID-19) può manifestarsi senza sintomi oppure può comportare disturbi simili a quelli di un’influenza comune: soprattutto febbre, tosse e difficoltà respiratoria, ma nella maggior parte dei casi il nostro sistema immunitario (SEMPRE LUI!) riesce a contrastare il nuovo Coronavirus e a fermarne la moltiplicazione, portando a una guarigione dopo un paio di settimane;

– secondo il rapporto più completo finora diffuso sulla COVID-19 dalle Autorità Cinesi, nell’81% dei casi la malattia comporta sintomi piuttosto modesti, mettendo a rischio soprattutto le persone più anziane e semmai portatrici di altre malattie.

– Aggiungo che, stando ai risultati di alcune scoperte recentissimamente pubblicate su “Chinese Journal of Tuberculosis and Respiratory Diseases”, nel sangue di pazienti colpiti dal nuovo Coronavirus sarebbe stato rilevato un aumento di due marcatori immunologici (IL-2 e IL-2R) il cui innalzamento potrebbe fornire indicazioni sulla evoluzione e sulla gravità dell’infezione. Ora, sperando che non parta la rincorsa selvaggia a queste analisi da me citate per dovere di corretta informazione e realizzate sperimentalmente da gruppi di ricerca impegnati nel controllo clinico della malattia, ciò che ci si può realmente augurare con ragionevole serenità è che ciascuno torni al suo, evitando – ove possibile

– incursioni massive, pericolose e fataliste in ambiti altamente specialistici per i quali il ricorso alla competenza può essere l’unica vera arma per combattere efficacemente la paura e soprattutto l’ignoranza che la genera.

 

Mauro Minelli

 

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