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Cos’è la “Sindrome delle gambe senza riposo”?

sindrome delle gambe senza riposo

Cos’è la “Sindrome delle gambe senza riposo”?

Il nono numero di Risposta ImmunITALIA, la rubrica settimanale in cui il prof. Minelli risponde alle domande dei pazienti, è dedicato a tre quadri patologici simili: “Sindrome delle gambe senza riposo”, “Sindrome del Post-CoViD” o “Long CoViD” e “Sickness Behavior”.

Mi hanno diagnosticato una “Sindrome delle gambe senza riposo”: potrebbe darmi qualche informazione aggiuntiva? Da qualche tempo non riesco più a trovare pace.

Si chiama anche Sindrome di Wittmaack-Ekbom o Restless Legs Syndrome (RLS) ed è caratterizzata dal desiderio impellente e irresistibile di muovere le gambe per alleviare una serie di strane sensazioni come percezione di un qualcosa che “striscia sulle gambe”, “gambe che tirano”, prurito, formicolio, bruciore, dolore o scosse che si avvertono nelle gambe, talvolta anche alle braccia. Questi sintomi si manifestano nelle posizioni sdraiata o seduta.

Si tratta di movimenti involontari, ripetitivi, periodici delle gambe, si verificano tanto nel sonno quanto nella veglia e a riposo, provocano irrequietezza e gravi disturbi del sonno notturno per il rigirarsi continuamente nel letto strofinando le gambe, ciò che può compromettere seriamente la qualità della vita. Il sonno notturno, molto disturbato, comporta come conseguenza una marcata sonnolenza diurna.

La gravità dei sintomi della Sindrome delle gambe senza riposo varia da lieve a insopportabile. In alcune persone i sintomi non si verificano ogni sera, ma vanno e vengono e possono trascorrere settimane o mesi senza sintomi, prima che ritornino di nuovo.

Ma perché mi sono ammalata di sindrome delle gambe senza riposo? Come si origina questa strana malattia?

Sicuramente i geni giocano un ruolo importante nella patogenesi della Sindrome delle gambe senza riposo. Anche perché circa il 50% dei pazienti affetti da tale patologia hanno un membro della famiglia con la stessa sindrome.

Un’ipotesi patogenetica attendibile è incentrata sulla importanza della dopamina e del ferro che, da studi autoptici, si sono rivelati piuttosto carenti in soggetti deceduti con storia clinica di sindrome delle gambe senza riposo. E, d’altro canto, il ferro è un cofattore essenziale per la formazione della L-dopa, precursore della dopamina. Tale rapporto è anche avvalorato dal fatto che levodopa e ferro possono essere usati con efficacia per curare la sindrome.

La dopamina è un neurotrasmettitore responsabile di numerose funzioni come la memoria, l’attenzione, il sonno, l’apprendimento, il movimento. Quando si verifica un deficit della dopamina nel cervello i movimenti divengono ritardati e scoordinati; un eccesso di dopamina provoca, invece, movimenti involontari, bruschi, improvvisi, isolati, brevi, come tic ripetitivi.

Esiste una cura per la sindrome delle gambe senza riposo? È possibile, almeno un po’, alleviare i disturbi collegati alla malattia che, sempre più spesso, mi risultano davvero insopportabili.

La Sindrome delle gambe senza riposo è, generalmente, una condizione permanente per la quale non si conosce, al momento, una cura specifica. Per cui, nell’intento di controllare i sintomi, possono essere utilizzati farmaci diversi:

  • Benzodiazepine e Anticonvulsanti
  • Agonisti dopaminergici (pramipexolo)
  • Sedativi induttori del sonno
  • Antidolorifici oppioidi

D’altro canto sono controindicati, perché potenzialmente in grado di peggiorare i sintomi, alcuni tipi di farmaci come quelli antinausea, gli antipsicotici e alcuni antidepressivi, farmaci antiallergici a base di antistaminici sedativi. L’uso di alcol e la cronica mancanza di sonno possono scatenare i sintomi o peggiorarli.

Nel settembre dello scorso anno mi sono ammalata di CoViD-19 che ho trattato presso il mio domicilio. Ma, alcuni mesi dopo la negativizzazione del tampone ho cominciato a manifestare tutta una serie di disturbi, progressivamente sempre più intensi, spesso invalidanti, che mi hanno detto far parte della sindrome Post-CoViD. Potrei avere qualche informazione aggiuntiva sull’argomento?

La Sindrome del Post-Covid, ovvero il “Long Covid”, è una particolare condizione patologica nella quale risultano essere coinvolti soggetti che, originariamente infettati dal SARS Cov-2, hanno superato la fase critica ma, differentemente da quel che accade nella maggioranza dei casi, non sono del tutto guariti.

Il quadro clinico è piuttosto eterogeneo e tende a caratterizzarsi soprattutto per una serie di sintomi che possono manifestarsi in progressiva evoluzione:

  • Forte affaticamento fisico con soggettiva sensazione come di “tremori interni” e abbattimento psicologico;
  • Malessere generale con “black-out cognitivo”, insonnia, turbe della memoria;
  • Aumentata sensibilità al dolore;
  • Acufeni eventualmente (ma non necessariamente) associati a cefalea;
  • Eritemi localizzati in sedi diverse con sensazione locale di bruciore irradiato anche (ma non soltanto) nelle regioni corporee adiacenti;
  • Dolori articolari e muscolari;
  • Battiti cardiaci e pressione arteriosa irregolari;
  • Inappetenza e dimagrimento.

Sembra la descrizione di un’altra malattia che, stando a quel che ho letto, può venire anche senza aver avuto la CoViD. Quindi, il coronavirus mi avrebbe scatenato una sindrome da affaticamento cronico?

Beh, più che con la sindrome da Fatica Cronica nella quale i fattori scatenanti sono molto poco definiti, più credibile appare oggettivamente la correlazione del Long Covid con la Sickness Behavior (“malattia comportamentale”). Quest’ultima è principalmente caratterizzata da una sostanziale riduzione dei livelli di attività, scarso interesse per l’ambiente, inappetenza, astenia e facile affaticabilità, frequente confusione mentale, insonnia, turbe di memoria, aumentata sensibilità al dolore.

Data la sovrapponibilità dei quadri sintomatologici delle due malattie, si potrebbe anche ipotizzare una patogenesi comune tra Sickness Behavior (SB) e Sindrome del Post-Covid, anche in ragione del fatto che una condizione di stanchezza profonda e prolungata è stata osservata tra i postumi di altre malattie infettive (diverse dalla CoViD-19), come la mononucleosi, la borreliosi, la SARS e la più comune influenza.

Segui il prossimo numero di “Risposta Immunitalia” per ulteriori approfondimenti su Sindrome da Post-Covid e su Sindromi da stanchezza cronica!

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