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Come si cura l’allergia al nichel?

allergia al nichel

Come si cura l’allergia al nichel?

L’ottavo numero di Risposta ImmunITALIA, la rubrica settimanale in cui il prof. Minelli risponde alle domande dei pazienti, è dedicato all’allergia al nichel: quali sono i sintomi, come si cura, cosa si può mangiare.

Come facciamo a capire se siamo allergici al nichel?

È già stato chiarito nella settima puntata che l’allergia al nichel solfato si può manifestare in forma di Dermatite Allergica da Contatto (DAC) e/o attraverso un’altra forma patologica definita SNAS (Sindrome Sistemica da Allergia al Nichel).

La Dermatite Allergica da Contatto è più semplicemente caratterizzata dalla comparsa di lesioni cutanee classicamente apprezzabili nelle aree direttamente sottoposte al contatto fisico col nichel (lobi delle orecchie per contatto con orecchini di bigiotteria; collo per contatto con ganci di collane; polso per contatto con casse metalliche di orologi; naso e zone intorno agli occhi per contatto con montature metalliche di occhiali, ecc.).

Al contrario, la SNAS è patologia decisamente più complessa che può accostare, alle possibili manifestazioni cutanee rappresentate da eritemi, eruzioni pruriginose, pomfi e vescicole diffuse su ampie superfici corporee, anche sintomatologia extra-cutanea principalmente a carico dell’apparato gastro-intestinale (gonfiore e dolori addominali, stipsi o diarrea, disturbi digestivi). Possono appartenere al corteo dei disturbi tipici della SNAS anche stanchezza cronica, dolori articolari e muscolari tipici della fibromialgia (per maggiori informazioni consulta l’argomento “fibromialgia” sull’atlante IMID), mal di testa, febbricola, sensazione di bocca urente, gonfiori delle palpebre o delle orecchie o del viso. Tutti questi disturbi clinici, evidentemente imputabili ad un processo infiammatorio progressivamente evocato dal nichel assunto tramite gli alimenti, possono presentarsi isolatamente o in associazione tra loro. Più raramente gli stessi disturbi possono essere provocati dal nichel presente in protesi (ortopediche, odontoiatriche) o in materiali cardiochirurgici (stent) stabilmente impiantati.

Come si fa diagnosi di allergia sistemica al nichel (SNAS)? Basta la prova del cerotto da applicare sulla schiena o ci vuole altro?

L’accertamento della SNAS si articola attraverso una serie di passaggi diagnostici sequenziali che prevedono, anzitutto, l’esecuzione di un patch-test: applicazione di apparato testante costituito da un supporto adesivo sul quale viene posizionato, tra gli altri, il solfato di nickel, da rimuovere 48-72 ore dopo la sua applicazione.

A seguito della riscontrata sensibilizzazione allergica cutanea al nichel, il paziente, dopo avere condotto per un tempo adeguato una dieta restrittiva a basso contenuto di nichel, in ambiente protetto e a cura di personale esperto viene sottoposto a TSO (Test di Stimolazione Orale), praticato in doppio cieco vs placebo, utilizzando dosi crescenti del metallo.

In assenza di questa prova, che integra e completa il percorso diagnostico, non si può accertare con sicurezza una SNAS e, soprattutto, non si può definire con precisione il giusto quantitativo di nichel che il paziente con SNAS potrà introdurre con il cibo senza generare danno.

Cosa devono evitare i soggetti allergici al nichel?

È da evitare, ovviamente, il contatto fisico con tutti gli oggetti contenenti componenti metalliche laddove non espressamente indicato “nichel tested”: monete, collane, orologi, anelli, orecchini, piercing, cinture, fibbie, bottoni, parti metalliche di occhiali, scarpe, reggiseni, posate, pentole, chiavi, ecc; gli indumenti di colore nero e, come detto, alcuni alimenti.

I principali alimenti da evitare o, quanto meno, da ridurre nella dieta dei pazienti con SNAS, sono quelli di seguito riportati in rigoroso ordine alfabetico (e non in ordine di contenuto di nichel):

  • Aglio
  • Albicocche
  • Aragosta/Crostacei
  • Aringhe
  • Asparagi
  • Avena
  • Broccoli
  • Cacao/Cioccolata
  • Carciofi
  • Castagne
  • Cavoli
  • Cipolle
  • Cola e bevande in barattolo

  • Fagioli e fagiolini verdi
  • Farina integrale
  • Fave
  • Fichi
  • Frutta secca (tutti i tipi)
  • Funghi
  • Grano saracena
  • Lenticchie
  • Lievito in polvere
  • Liquirizia
  • Mais e farina di mais
  • Margarina
  • Mitili

  • Ostriche
  • Piselli e pisellini verdi
  • Pomodori
  • Pere (fresche e cotte)
  • Platessa/Merluzzo
  • Prugne
  • Patate (quantità ridotte)
  • Sojia
  • Spinaci
  • Thè
  • Tonno in scatola
  • Uva passa

Questi alimenti dovranno essere esclusi, ovvero potranno essere variamente inclusi nella dieta di pazienti con SNAS in quantitativi che saranno di volta in volta valutati da Medico Specialista esperto della materia. Questa valutazione potrà essere effettuata solo ed esclusivamente sulla base dei risultati offerti dal Test di Provocazione Orale con Nichel a dosi crescenti, da effettuarsi in ambiente medico controllato, unica prova in grado di fornire gli esatti quantitativi di nichel che ogni singolo paziente con SNAS potrà tollerare. Sarà sempre opportuno diffidare di “approssimatori” ovvero di “diete standard” molte volte stilate in totale mancanza di dati certi e, dunque, contenenti quantitativi letteralmente “inventati” di nichel ciò che potrà generare, in alcuni pazienti, sovraccarichi dannosi o, in altri, importanti carenze nutrizionali.

Vuoi saperne di più sulla dieta a basso contenuto di nichel? Scarica la guida gratuita sull’allergia al nichel e altri metalli!

Vorrei saperne di più sulle pentole ed accessori che si usano in cucina. Nessuno lo spiega mai bene ed essendo molto allergica al Nichel sarebbe importante per me orientarmi al meglio.

I soggetti con allergia al nichel di grado elevato non solo devono seguire schemi dietetici altamente personalizzati, ma devono anche utilizzare pentolame e accessori in cucina che siano privi di questo metallo.

Infatti il riscaldamento, le cotture prolungate ed eventuali graffi che possono trovarsi sul fondo della pentola, possono rilasciare delle molecole di nichel negli alimenti che poi vengono ingerite e possono provocare disturbi a chi è allergico. Il nichel, in leghe con altri metalli, si trova nelle pentole smaltate, nel teflon e quindi nelle classiche padelle antiaderenti, nei barattoli di alluminio. Può anche essere rinvenuto nelle vernici usate per decorare la terracotta, nel ferro, nella ghisa, nel rame.

Anche l’acciaio inox, soprattutto quello 18/10 oppure quello 18/8, contiene nichel: queste diciture stanno ad indicare che la percentuale di nichel contenuta nella pentola nel primo caso è del 10%, mentre nel secondo caso è dell’8%. È permesso, invece, l’acciaio inox 18/0, ovvero con una percentuale di nichel pari allo 0%.

Il pentolame che può essere utilizzato con tranquillità dai soggetti con allergia al nichel è quello che è costituito da materiale come il vetro pirex, utilizzabile in forno statico, ventilato o a microonde. La stessa cosa vale per le pentole in ceramica bianca e quelle in terracotta vetrificata, prestando però attenzione che il rivestimento non si graffi, o ancora per pentole in titanio usato con materiale antiaderente.

Come curare la SNAS?

La cura delle lesioni attive in caso di Dermatite Allergica da Contatto prevede l’utilizzo di farmaci cortisonici per uso locale in forma di creme, unguenti o lozioni da applicare nelle regioni interessate; in caso di segni di infezione batterica sovrapposta, spesso conseguenti al grattamento, è possibile associare al cortisone un antibiotico topico.

Nelle forme diffuse di dermatite da contatto, invece, può essere necessaria la somministrazione di cortisonici per via orale a dosi variabili in ragione della gravità e dell’estensione dei sintomi. L’utilizzo contestuale di antistaminici può favorire l’attenuazione del prurito. L’adeguata applicazione di fondo di creme anti-infiammatorie non cortisoniche, nelle dermatiti allergiche da contatto, può favorire il corretto stato di idratazione della cute.

Nei pazienti con SNAS, il trattamento dei disturbi in fase acuta prevede l’utilizzo di cortisonici per via orale o parenterale, antistaminici orali e farmaci sintomatici di diversa categoria (antidiarroici, protettori gastrici, farmaci anti-infiammatori non steroidei, antispastici, ecc.) a seconda della prevalenza sintomatologica del quadro clinico.

La soluzione terapeutica principale e risolutiva rimane, in ogni caso, la dieta a basso contenuto di nichel che, però, a lungo termine risulta non sempre facilmente attuabile soprattutto nei soggetti contestualmente affetti da altre patologie (intolleranza al lattosio, sensibilità al glutine) che comportino ulteriori restrizioni alimentari. Tuttavia, l’analisi della permeabilità intestinale spesso compromessa nei pazienti affetti da SNAS e la contestuale correzione delle alterazioni del microbiota intestinale che frequentemente concomitano con tale patologia, possono favorire progressivi riaggiustamenti dei profili dietetici, ovviamente da implementare con competente gradualità e sempre sulla scorta di minuziose indicazioni “a misura di paziente”.

È possibile ricorrere ad alimenti dedicati ai pazienti con SNAS? Ce ne sono in commercio? E sono affidabili?

Un progetto chiamato Nickel Friendly fu da noi messo a punto alcuni anni fa e realizzato d’intesa con il CNR di Lecce. Nasceva dall’intento originario di fornire soluzioni valide e affidabili al paziente affetto da SNAS che, nelle forme più severe della patologia, è costretto, suo malgrado, a rispettare regimi dietetici a dir poco restrittivi (quando non proibitivi) con esclusione di alimenti di più largo consumo. Pasta e pomodoro sono certamente tra i più ambìti dai pazienti, in quanto ampiamente utilizzati soprattutto dalla popolazione mediterranea.

Si è provveduto, per questo, ad elaborate diverse ipotesi di lavoro con l’obiettivo di produrre alimenti freschi e lavorati a basso contenuto di metallo. Tenendo conto della fattibilità in termini tecnici ed economici, sono state messe a punto pratiche agronomiche per la produzione in campo e non in acqua, accuratamente vagliate a partire dall’analisi dei terreni di coltura, escludendo così la coltivazione idroponica.
In questo modo, si è giunti alla produzione e messa in commercio di prodotti biologici italiani come pomodoro fresco e passata di pomodoro a bassissimo contenuto di nichel, dalle caratteristiche organolettiche sostanzialmente differenti rispetto a ciò che attualmente si trova in commercio, proprio grazie alle tecniche di coltivazione su campo.

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