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Microbiota e Medicina di Precisione: l’intervento di Mauro Minelli a Unomattina

Microbiota e Medicina di Precisione: Mauro Minelli a Unomattina

Microbiota e Medicina di Precisione: l’intervento di Mauro Minelli a Unomattina

È ormai evidente che il nostro benessere dipende dall’equilibrio del microbiota intestinale: per approfondirne l’impatto sulla vita quotidiana, il professor Mauro Minelli, immunologo e docente di Nutraceutica, è intervenuto nella puntata del 3 marzo di Unomattina.

Il microbiota è l’insieme di microrganismi viventi che popolano un determinato ambiente. Nel corpo umano parliamo di numeri impressionanti: circa 100.000 miliardi di cellule, di cui 30.000 miliardi solo nel nostro intestino. Questi batteri, tuttavia, non sono tutti uguali: a seconda di come si influenzano tra loro, possono avere effetti positivi o negativi sulla nostra salute. L’equilibrio delle “famiglie” batteriche varia molto in base a dove viviamo e a cosa mangiamo: per esempio in Europa il ceppo più diffuso è quello dei Firmicutes, mentre in nord America è quello dei Bacteroidetes.

L'importanza del microbiota

Quando l’equilibrio si rompe, si parla di disbiosi. Esistono due estremi principali basati sulla prevalenza di determinate famiglie batteriche:

  • Disbiosi fermentativa (deriva dall’eccesso dei batteri firmicutes): si manifesta tipicamente con una forte tendenza al gonfiore addominale.
  • Disbiosi putrefattiva (deriva dall’eccesso di batteri bacteroidetes): presenta caratteristiche cliniche differenti tra soggetti e spesso legate a un consumo eccessivo di determinati alimenti.

Un intestino sano è caratterizzato da pareti ben salde, grazie a “ponticelli” chiamati tight junctions ovvero giunzioni serrate. Quando queste si rompono, l’intestino perde la sua impermeabilità e diventa transitabile da batteri, allergeni e tossine che possono passare nel sangue, attivando infiammazioni e, in alcuni casi, dinamiche di autoimmunità.

Microbiota e intestino

Oggi la sfida è la terapia probiotica di precisione. Non basta prendere dei “fermenti lattici” generici; bisogna capire di cosa ha bisogno il microbiota di ciascuno. Questo si può verificare attraverso indagini specifiche di tipo metagenomico che analizzano il DNA dei batteri da un semplice esame delle feci. Se l’esame rileva un eccesso di una famiglia, non serve somministrare ceppi che la favoriscono, ma probiotici capaci di rinforzare le famiglie sotto-espresse.

La vera rivoluzione nel campo del microbiota è il superamento del concetto di “fermento lattico” universale. Proprio come per un’infezione batterica non va prescritto mai un antibiotico a caso, ma si farebbe un antibiogramma, lo stesso approccio deve valere per i probiotici. La grande sfida oggi è definire una terapia basata sulle reali necessità del paziente. Identificare quali famiglie batteriche dalla carenza ci permette di somministrare solo i ceppi necessari a riequilibrare lo specifico ecosistema di quella persona.

La dieta ideale per l’equilibrio del microbiota

Il cibo che portiamo in tavola non è “buono” o “cattivo” in assoluto, ma interagisce con i batteri che ospitiamo. Nel caso di una disbiosi putrefattiva, i colpevoli sono spesso gli stili di vita moderni. Per ripristinare l’equilibrio, andrebbero ridotti drasticamente:

  • Carni rosse e insaccati.
  • Cibi ultra-processati (prodotti industriali ricchi di additivi).

Molti alimenti considerati “salutari” possono alimentare i batteri responsabili del gonfiore (come i Firmicutes). Se la disbiosi fermentativa è quella colpevole, vanno moderati:

  • Zuccheri naturali: come il fruttosio contenuto nel miele e in molta frutta.
  • Legumi e Cereali: non perché siano allergeni, ma perché i batteri fermentativi li usano come “carburante” per produrre gas.
  • Alcuni ortaggi: come pomodori e peperoni.

Non si tratta di eliminare per sempre questi alimenti, ma di modularne la quantità per non “sovralimentare” i batteri che causano il malessere.
L’intestino può essere considerato come il nostro secondo cervello: i due organi comunicano infatti costantemente tra loro. Uno stato infiammatorio intestinale influisce sulla lucidità mentale e viceversa, creando un legame indissolubile per la nostra salute sistemica.

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