22 Apr Medical History
Fin dai tempi più remoti, l’umanità ha sentito il bisogno di cercare di conoscere e comprendere le malattie che la colpiscono, nel tentativo di curarle. Dai primi rituali di guarigione della preistoria alla nascita della medicina scientifica nell’antica Grecia, il cui precursore è Ippocrate, il percorso è ricco di scoperte e innovazioni. Attraverso l’epoca medievale e rinascimentale, la medicina ha continuato il suo viaggio, affrontando ostacoli e rivelazioni, contribuendo al progresso della scienza. La sua evoluzione ha condotto ad approcci sempre più sofisticati, passando dalla cura degli individui alla comprensione dei sistemi corporei e, infine, alla personalizzazione dei trattamenti. Oggi, la medicina personalizzata rappresenta l’apice dell’innovazione medica, in cui ogni paziente è considerato unico e i trattamenti sono adattati alle sue specifiche esigenze e caratteristiche genetiche.
La rubrica ‘Medical History’, l’appuntamento online a cura di Mauro Minelli, offre una panoramica sulle pratiche del passato per comprendere al meglio il presente e immaginare il futuro della medicina, raccontando la storia di uomini e donne che hanno dedicato le loro vite alla cura degli altri.
Mauro Minelli
Medico specialista in Allergologia e Immunologia. Resp. sanitario Clinical Network “Polismail"
📍 Proseguendo il percorso tracciato con la rubrica dedicata alla 𝗠𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮𝗹 𝗛𝗶𝘀𝘁𝗼𝗿𝘆, inauguriamo oggi un nuovo approfondimento volto a integrare e arricchire la nostra produzione storiografica.
Al centro di questo filone non troveremo più solo le singole scoperte, ma la 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗦𝗰𝘂𝗼𝗹𝗲 𝗠𝗲𝗱𝗶𝗰𝗵𝗲, intese come autentiche palestre del sapere e Università in fieri. Partendo dall'eredità dei pionieri che per primi sfidarono le malattie, analizzeremo come il legame tra maestri e discepoli abbia trasformato l’empirismo in una scienza organizzata e trasmissibile.
Un viaggio necessario per comprendere le radici istituzionali della medicina moderna e il valore della conoscenza condivisa nei secoli.
🔸𝗦𝗖𝗨𝗢𝗟𝗔 𝗠𝗘𝗗𝗜𝗖𝗔 𝗗𝗜 𝗠𝗜𝗟𝗘𝗧𝗢 (𝗩𝗜𝗜 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗮.𝗖.)
È la più antica tra le scuole mediche preippocratiche. I suoi maestri furono soprattutto filosofi che affrontarono lo studio dell’uomo anche da un punto di vista naturalistico. Molte delle intuizioni di questi pensatori si sono, poi, rivelate esatte.
𝗧𝗮𝗹𝗲𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗠𝗶𝗹𝗲𝘁𝗼 (𝟲𝟰𝟬/𝟲𝟮𝟱 𝗮.𝗖. – 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗮 𝟱𝟰𝟳 𝗮.𝗖.) primo filosofo della storia del pensiero occidentale, scopritore della geometria, fu anche un acuto osservatore della natura.
𝗔𝗻𝗮𝘀𝘀𝗮̀𝗴𝗼𝗿𝗮 (𝟰𝟵𝟲 𝗮.𝗖. – 𝟰𝟮𝟴 𝗮.𝗖. 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗮) formulò la tesi che individuava nel cervello (e non nel cuore) il centro coordinatore della sensibilità e del pensiero, teoria che in seguito gli storiografi assegnarono invece al pitagorico Alcmeone.
𝗔𝗻𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗮̀𝗻𝗱𝗿𝗼 (𝟲𝟭𝟬 𝗮.𝗖. 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗮 – 𝟱𝟰𝟲 𝗮.𝗖. 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗮) ipotizzò che gli animali e gli stessi esseri umani avessero avuto origine dal mare, precorrendo così di secoli la visione evoluzionista di Charles Robert Darwin.
🔸𝗦𝗖𝗨𝗢𝗟𝗔 𝗗𝗜 𝗣𝗜𝗧𝗔𝗚𝗢𝗥𝗔 (𝗩𝗜 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗮.𝗖.)
𝗣𝗶𝘁𝗮𝗴𝗼𝗿𝗮 (𝟱𝟳𝟱 𝗮.𝗖. – 𝟰𝟵𝟬 𝗮.𝗖.) grande matematico, portò nella scienza naturale, ancora non definibile come medicina, la teoria dei numeri. Secondo la sua visione, le malattie nascevano dagli eccessi, pertanto potevano essere evitate rispettando rigorose regole alimentari, di igiene e di vita. La scuola pitagorica ebbe importanti allievi come 𝗔𝗹𝗰𝗺𝗲𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗖𝗿𝗼𝘁𝗼𝗻𝗲, 𝗙𝗶𝗹𝗼𝗹𝗮𝗼 𝗱𝗶 𝗧𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗼, 𝗜𝗰𝗰𝗼, 𝗜𝗽𝗽𝗼𝗻𝗲 e soprattutto Empedocle di Agrigento e Democede che la approfondirono e la diffusero anche fuori dei confini della Magna Grecia, in Europa e in Asia, creando proprie scuole.
La nascita del pensiero medico scientifico In Italia risale alla comparsa delle prime scuole mediche: Scuola di Crotone e Scuola di Sicilia.
🔸𝗦𝗖𝗨𝗢𝗟𝗔 𝗠𝗘𝗗𝗜𝗖𝗔 𝗗𝗜 𝗖𝗥𝗢𝗧𝗢𝗡𝗘 (𝘀𝗲𝗰𝗼𝗹𝗶 𝗩𝗜 𝗲 𝗩 𝗮.𝗖.)
𝗘𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝗼 (𝗩𝗜 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗮.𝗖.) scriveva nelle sue Storie: “𝘐 𝘮𝘦𝘥𝘪𝘤𝘪 𝘥𝘪 𝘊𝘳𝘰𝘵𝘰𝘯𝘦 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘪 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘪 𝘯𝘦𝘭 𝘮𝘰𝘯𝘥𝘰, 𝘴𝘦𝘤𝘰𝘯𝘥𝘪 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘲𝘶𝘦𝘭𝘭𝘪 𝘥𝘪 𝘊𝘪𝘳𝘦𝘯𝘦” parlando di quella che certamente fu la migliore scuola medica dell'intero Occidente antico, dalla quale ebbe origine la medicina come scienza e ricerca scientifica.
Prima della scuola medica di Crotone, le malattie erano considerate come determinate dalle divinità, e quindi la terapia consisteva in riti magici, scongiuri e purificazioni.
I medici di Crotone, Alcmeone e Democede furono i primi ad attribuire le malattie a processi esclusivamente naturali e chimici.
𝗔𝗹𝗰𝗺𝗲𝗼𝗻𝗲 (𝗩 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗮.𝗖.) considerato il padre fondatore della medicina antica, intraprese il metodo della ricerca scientifica studiando l'anatomia di corpi umani e animali attraverso la dissezione. Egli identificò il cervello come centro motore di qualsiasi attività degli esseri viventi e si dedicò allo studio delle funzioni motorie operate dai nervi e dal sistema nervoso.
Di 𝗗𝗲𝗺𝗼𝗰𝗲𝗱𝗲 (𝗩 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗮.𝗖.) non si hanno molte notizie sulle sue tecniche mediche, o sulle sue ricerche. La segnalazione più nota è che, in seguito alla fama che si era guadagnato, venne chiamato ad esercitare la sua professione presso la Corte del re di Persia Dario I, che curò con successo per una slogatura che il sovrano si era procurato alla caviglia cadendo da cavallo.
🔸𝗦𝗖𝗨𝗢𝗟𝗔 𝗠𝗘𝗗𝗜𝗖𝗔 𝗗𝗜 𝗦𝗜𝗖𝗜𝗟𝗜𝗔 (𝘁𝗿𝗮 𝗶𝗹 𝗩 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗮. 𝗖. 𝗲𝗱 𝗶𝗹 𝗜𝗩 𝗱. 𝗖.)
𝗘𝗺𝗽𝗲𝗱𝗼𝗰𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗔𝗴𝗿𝗶𝗴𝗲𝗻𝘁𝗼 filosofo nato nel 492, taumaturgo e medico, è ritenuto il fondatore della scuola medica siciliana, allievo di Pitagora e uomo dalle notevoli doti di poeta e fisico. Fu il primo a formulare la teoria della realtà dei quattro elementi dell’acqua, dell’aria, del fuoco e della terra. A lui è attribuita la scoperta del labirinto dell'orecchio interno.
👉🏻𝘕𝘰𝘯 𝘱𝘦𝘳𝘥𝘦𝘳𝘦 𝘪 𝘱𝘳𝘰𝘴𝘴𝘪𝘮𝘪 𝘦𝘱𝘪𝘴𝘰𝘥𝘪 𝘥𝘪 𝘔𝘦𝘥𝘪𝘤𝘢𝘭 𝘏𝘪𝘴𝘵𝘰𝘳𝘺, 𝘴𝘦𝘨𝘶𝘪 𝘪 𝘤𝘢𝘯𝘢𝘭𝘪 𝘴𝘰𝘤𝘪𝘢𝘭!
#medicalhistory
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📍Nel nuovo appuntamento di 𝗠𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮𝗹 𝗛𝗶𝘀𝘁𝗼𝗿𝘆, la rubrica che ripercorre, in pillole, la complessa e affascinante 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗰𝗶𝗻𝗮, approfondiremo l’importanza fondamentale dell’immunologia nel terzo millennio, ormai considerata la 𝘴𝘤𝘪𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘵𝘦𝘨𝘪𝘤𝘢 𝘱𝘦𝘳 𝘦𝘤𝘤𝘦𝘭𝘭𝘦𝘯𝘻𝘢.
🔸Un ruolo centrale confermato dalla straordinaria assegnazione del 𝗣𝗿𝗲𝗺𝗶𝗼 𝗡𝗼𝗯𝗲𝗹 𝟮𝟬𝟮𝟱 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗠𝗲𝗱𝗶𝗰𝗶𝗻𝗮 a 𝗠𝗮𝗿𝘆 𝗘. 𝗕𝗿𝘂𝗻𝗸𝗼𝘄, 𝗙𝗿𝗲𝗱 𝗥𝗮𝗺𝘀𝗱𝗲𝗹𝗹 𝗲 𝗦𝗵𝗶𝗺𝗼𝗻 𝗦𝗮𝗸𝗮𝗴𝘂𝗰𝗵𝗶 per aver scoperto come il sistema immunitario riesca a non attaccare gli organi e i tessuti del proprio organismo, grazie ai meccanismi di 𝘁𝗼𝗹𝗹𝗲𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗶𝗺𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗶𝗳𝗲𝗿𝗶𝗰𝗮.
🔸In questo delicato equilibrio, i veri custodi della nostra salute sono le 𝒄𝒆𝒍𝒍𝒖𝒍𝒆 𝑻-𝒓𝒆𝒈𝒐𝒍𝒂𝒕𝒐𝒓𝒊𝒆 (𝑻-𝒓𝒆𝒈), la cui produzione e modulazione funzionale dipendono dal 𝒈𝒆𝒏𝒆 𝑭𝑶𝑿𝑷3. Questi linfociti svolgono un ruolo essenziale: regolano l’attività delle cellule immunitarie e impediscono che vengano colpite le strutture sane del corpo, evitando così lo sviluppo di malattie autoimmuni.
📍Si tratta di una scoperta rivoluzionaria, non solo per la comprensione dei meccanismi di difesa del nostro organismo, ma anche per le enormi prospettive terapeutiche che apre.
Infatti, intervenire sull’equilibrio immunitario potrebbe diventare la chiave per affrontare patologie croniche e complesse, e persino per bloccare la crescita dei tumori.
🏆 Il Premio Nobel 2025 rappresenta un nuovo punto di svolta per il 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗰𝗶𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗮 e apre la strada a percorsi terapeutici mirati, capaci di ristabilire l’equilibrio del sistema immunitario.
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L'Immunologia: la Scienza Strategica del Terzo Millennio
www.maurominelli.it
Scopri perché l’immunologia è considerata la scienza strategica per eccellenza nel terzo millennio.1 CommentiComment on Facebook
📍Nel nuovo appuntamento di 𝗠𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮𝗹 𝗛𝗶𝘀𝘁𝗼𝗿𝘆, la rubrica che ripercorre in pillole la complessa e affascinante storia della medicina, approfondiremo i temi relativi alla scoperta tanto del 𝗰𝗼𝗿𝘁𝗶𝘀𝗼𝗻𝗲, supporto terapeutico fondamentale nel trattamento di numerosi stati patologici di varia gravità, quanto degli 𝗮𝗻𝘁𝗶𝘀𝘁𝗮𝗺𝗶𝗻𝗶𝗰𝗶, presidio farmacologico di primo piano nella prevenzione e nella cura delle reazioni allergiche di diversa origine.
🔸 𝗘𝗱𝘄𝗮𝗿𝗱 𝗖. 𝗞𝗲𝗻𝗱𝗮𝗹𝗹 (1886-1972) fu lo 𝘀𝗰𝗼𝗽𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗼𝗿𝘁𝗶𝘀𝗼𝗻𝗲 (1948) che iniziò ad essere commercializzato nel secondo dopoguerra. Kendall, studiando la porzione corticale delle ghiandole surrenali, indicò con le lettere dell’alfabeto i composti cristallini che andava isolando. Il composto “E” (poi chiamato “cortisone”) si dimostrò essere un potente anti-infiammatorio.
🔹Le 𝘀𝘂𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶𝘃𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗹𝘂𝗰𝗲 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗼𝘀𝗶 𝗰𝗼𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝘀𝘁𝗲𝗿𝗼𝗶𝗱𝗶 (𝗚𝗖𝗦) muniti di potente azione antinfiammatoria ed immunosoppressiva. Si tratta di sostanze dotate di struttura chimica analoga al cortisolo (ormone sintetizzato e secreto dalle ghiandole surrenali). La loro azione si esplica riducendo la produzione di molecole pro-infiammatorie prodotte da vari tipi cellulari, soprattutto attraverso meccanismi sequenziali che comportano, per il tramite di specifici recettori ai quali i cortisonici si legano, effetti diretti e indiretti su alcuni geni presenti nel nucleo delle cellule.
𝗙𝘂 𝗻𝗲𝗹 𝟭𝟵𝟰𝟴 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗿𝘁𝗶𝘀𝗼𝗻𝗲 𝘃𝗲𝗻𝗻𝗲 𝗶𝗻𝗶𝗲𝘁𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗶𝗻 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗮𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗮 𝗮𝗿𝘁𝗿𝗶𝘁𝗲 𝗿𝗲𝘂𝗺𝗮𝘁𝗼𝗶𝗱𝗲, che riuscì addirittura a fare un giro in bicicletta.
🔸 Nel 1950, 𝗞𝗲𝗻𝗱𝗮𝗹𝗹, insieme al dott. 𝗣𝗵𝗶𝗹𝗶𝗽 𝗦𝗵𝗼𝘄𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿 𝗛𝗲𝗻𝗰𝗵, direttore del reparto di malattie reumatiche della Mayo Clinic e del Centro per le malattie reumatiche dell’esercito durante la Seconda Guerra Mondiale, e al biochimico 𝗧𝗮𝗱𝗲𝘂𝘀 𝗥𝗲𝗶𝗰𝗵𝘀𝘁𝗲𝗶𝗻, già noto per la sintesi dell’acido ascorbico, 𝗿𝗶𝗰𝗲𝘃𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗼 𝗶𝗹 𝗣𝗿𝗲𝗺𝗶𝗼 𝗡𝗼𝗯𝗲𝗹 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗠𝗲𝗱𝗶𝗰𝗶𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗲 𝘀𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗲 𝘀𝘂𝗴𝗹𝗶 𝗼𝗿𝗺𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗿𝘁𝗲𝗰𝗰𝗶𝗮 𝘀𝘂𝗿𝗿𝗲𝗻𝗮𝗹𝗲, 𝗹𝗮 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗲 𝗶 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗯𝗶𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗶.
🔹 Purtroppo, i cortisonici usati per lunghi periodi per via orale o parenterale (intramuscolare/endovenosa) nelle patologie acute e croniche, sono causa di svariati ed importanti 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗮𝘁𝗲𝗿𝗮𝗹𝗶. Si annoverano, tra questi, la ridotta tolleranza al glucosio e l’iperglicemia, l’edema per ritenzione idrica, l’ipertensione, l’osteoporosi, la redistribuzione del grasso, le crisi addisoniane, l’azione immunosoppressiva. Trascurabili invece sono gli effetti collaterali del cortisone per uso topico.
🔸 𝗗𝗮𝗻𝗶𝗲𝗹 𝗕𝗼𝘃𝗲𝘁 (1907 – 1992), biochimico svizzero con cittadinanza italiana, 𝘃𝗶𝗻𝗰𝗶𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝟭𝟵𝟱𝟳 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗿𝗲𝗺𝗶𝗼 𝗡𝗼𝗯𝗲𝗹 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗰𝗶𝗻𝗮, scopre nel 1937 gli 𝗮𝗻𝘁𝗶𝘀𝘁𝗮𝗺𝗶𝗻𝗶𝗰𝗶, princìpi attivi in grado di contrastare gli effetti farmacologici dell’istamina.
Il meccanismo d’azione degli antistaminici si basa, fondamentalmente, sulla somiglianza della loro struttura chimica con quella della stessa istamina. Accade così che questi farmaci, svolgendo rispetto all’istamina un’azione “competitiva”, ne occupino il posto sugli specifici recettori – chiamati “H1” e “H2” – posti sulle membrane cellulari, impedendo la cascata di reazioni anche gravi che - dall’orticaria all’angioedema, all’asma, alla diarrea - vengono classicamente attribuite all’istamina.
🔹 Tanti e diversi sono gli antistaminici ma, pur avendo azione farmacologica pressoché sovrapponibile, essi sono tra loro chimicamente differenti. Tuttavia, una prima distinzione classificativa basata su dati storici, tende a distinguerli in 𝗮𝗻𝘁𝗶𝘀𝘁𝗮𝗺𝗶𝗻𝗶𝗰𝗶 "𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲", frequentemente associati a più intensi effetti collaterali come sonnolenza, secchezza della bocca, annebbiamento della vista, confusione, nausea, irrequietezza, e 𝗮𝗻𝘁𝗶𝘀𝘁𝗮𝗺𝗶𝗻𝗶𝗰𝗶 "𝗱𝗶 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲" generalmente molto meglio tollerati.
Proprio in ragione dei loro potenziali effetti collaterali, sarà sempre 𝗽𝗿𝗲𝗳𝗲𝗿𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗮𝘀𝘀𝘂𝗺𝗲𝗿𝗲 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗻𝘁𝗶𝘀𝘁𝗮𝗺𝗶𝗻𝗶𝗰𝗶 𝗱𝗶 𝘀𝗲𝗿𝗮, magari prima di andare a letto. Sarà, invece, il caso di 𝗲𝘃𝗶𝘁𝗮𝗿𝗹𝗶 𝗶𝗻 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗴𝗿𝗮𝘃𝗶𝗱𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮𝘁𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼, 𝗶𝗻 𝗰𝗮𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗴𝗹𝗮𝘂𝗰𝗼𝗺𝗮 𝗮𝗱 𝗮𝗻𝗴𝗼𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗶𝘂𝘀𝗼, potendo gli antistaminici aumentare la pressione intraoculare, 𝗶𝗻 𝗰𝗮𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗶𝗽𝗲𝗿𝘁𝗿𝗼𝗳𝗶𝗮 prostatica, potendo soprattutto gli antistaminici di prima generazione, causare ritenzione urinaria e quindi peggiorare il quadro clinico nei pazienti con ingrossamento prostatico.
🔎 Come per ogni terapia, anche per l’uso di antistaminici e/o cortisonici sarà comunque sempre opportuno un 𝗰𝗼𝗻𝘀𝘂𝗹𝘁𝗼 𝘀𝗽𝗲𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗼 preliminare all’avvio di un eventuale trattamento con questi farmaci.
#medicalhistory
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