16 Ott BIoMA 2025: grande successo a Palazzo Montecitorio
Minelli e Mulè per una “Legge per l’Equilibrio Biologico”: formazione e ricerca sul microbiota al centro dell’invecchiamento sano
Il microbiota intestinale è ormai un tema centrale per la medicina del futuro, grazie al suo ruolo sempre più riconosciuto anche nelle dinamiche dell’invecchiamento attivo e in salute. La seconda edizione di BIoMA, l’appuntamento annuale dedicato alla scienza del microbiota, ha offerto un’occasione di scambio tra i maggiori esperti italiani che, su invito dell’immunologo Mauro Minelli, si sono confrontati su scienza, salute e innovazione, offrendo ad un’ampia platea una visione integrata del microbiota come regolatore di immunità, metabolismo e benessere.
Si è partiti da un assunto ormai consolidato: numerosi studi su popolazioni di centenari in tutto il mondo dimostrano che il denominatore comune dell’invecchiamento sano è un microbiota intestinale caratterizzato da una predominanza di batteri “amici” con proprietà antinfiammatorie. La disbiosi intestinale, ovvero la compromissione dell’equilibrio microbico, rappresenta un fattore di rischio scientificamente provato per patologie legate all’invecchiamento, incluse malattie neurodegenerative, patologie cardiovascolari e fragilità tipiche della terza età.
Microbiota intestinale – Target emergente nella medicina della longevità: la proposta di legge
A inaugurare i lavori è stato Giorgio Mulè, Vicepresidente della Camera dei Deputati, che ha rinnovato l’impegno nel completare il percorso per una “Legge per l’Equilibrio Biologico”, con l’obiettivo di facilitare l’accesso alle cure per pazienti con disbiosi intestinale. L’Italia deve avanzare, prima tra tutti i Paesi, per favorire una sanità sempre più basata sulla prevenzione.
Prendersi cura del microbiota intestinale significa non solo riconoscere dignità ai pazienti con turbe microbiche, ma anche ridurre l’incidenza delle malattie croniche degenerative che da quegli squilibri possono derivare, contenere i costi sanitari futuri e garantire una strategia lungimirante di salute pubblica. Le proposte principali sono:
- Integrare la diagnostica del microbiota (test genetici e metabolomici) nel SSN per pazienti con patologie specifiche (es. IBD, diabete, obesità).
- Riconoscere le terapie per la disbiosi nei LEA, includendo la consulenza nutrizionale rimborsabile e creando un Registro Nazionale dei probiotici efficaci.
- Investire in formazione e ricerca sulla medicina del microbiota e sul legame intestino-cervello.
A seguire, il professor Mauro Minelli, coordinatore per il Sud Italia della Fondazione per la Medicina Personalizzata, e il professor Paolo Marchetti, che della stessa Fondazione è il presidente, insieme al professor Alessandro Sannino, direttore del Dipartimento di Medicina sperimentale presso l’Università del Salento, hanno introdotto i temi principali del seminario scientifico.
Microbiota intestinale come driver di healthy aging e longevità – I sessione
Silvia Turroni, professoressa associata di Chimica e Biotecnologia delle Fermentazioni (Università di Bologna), ha evidenziato come il microbiota rappresenti una “firma biologica” dello stato di salute: maggiore diversità microbica significa resilienza e benessere, mentre un impoverimento e, dunque, una ridotta biodiversità del microbiota è associata a malattie croniche.
Mauro Minelli, professore incaricato di Nutrizione Umana e Nutraceutica (Università LUM), ha illustrato l’uso dei probiotici nelle allergie IgE-mediate, mostrando come specifici ceppi possano modulare la risposta immunitaria e ridurre l’immunoflogosi allergica, aprendo la strada a terapie personalizzate.
Interazioni tra nutrizione, infiammazione e microbioma: approcci personalizzati per un invecchiamento in salute – II sessione
Giacomo Rossi, professore ordinario di Patologia Generale, Fisiopatologia e Immunopatologia Veterinaria (Università di Camerino), ha presentato il concetto di One Health, evidenziando come lo scambio microbico tra uomo e animale possa rafforzare il microbiota umano e il sistema immunitario, favorendo salute e longevità.
Aurelia Santoro, professoressa associata di Patologia Generale (Università di Bologna), ha spiegato come dieta, attività fisica, sonno e gestione dello stress possano contrastare l’inflammaging. I nuovi “orologi infiammatori” permettono di stimare l’età biologica legata all’infiammazione, che può essere rallentata con stili di vita equilibrati.
Gabriella Marcon, professoressa associata di Neurologia (Università di Trieste), ha mostrato che i centenari con microbiota stabile e diversificato presentano minore decadimento cognitivo e maggiore longevità cerebrale.
Stefano Santori, formatore, coach e biohacker, ha concluso sottolineando che la longevità – e soprattutto la longevità in salute – è strettamente correlata alla qualità della vita: monitorare parametri vitali e modificare le abitudini quotidiane è essenziale per ottimizzare salute, metabolismo e funzioni cognitive.
L’appuntamento è fissato per l’autunno 2026, per una nuova, ricca edizione edizione di BIoMA.
















