12 Gen Lettera a Decaro: le liste d’attesa si abbattono con la riforma dei processi
In Puglia è attualmente in corso un importante dibattito sulla gestione delle liste d’attesa in sanità, con l’intenzione espressa dal nuovo presidente Decaro di adottare misure d’urgenza basate sull’estensione oraria delle attività mediche ambulatoriali e dei servizi diagnostici fino a tarda sera e nei giorni festivi.
In qualità di medico che per anni ha operato in una struttura che, più che un centro di cura, ha rappresentato l’applicazione pratica di un modello che proprio la Puglia aveva saputo codificare e finanziare, ieri – 11 gennaio – ho affidato alle pagine del Nuovo Quotidiano di Puglia una riflessione sul tema. Non si tratta di una critica fine a sé stessa, ma di un contributo tecnico e propositivo rivolto al nuovo Presidente della Puglia e dei Pugliesi. L’obiettivo è offrire una prospettiva che passi dalla gestione della “quantità” (le ore di lavoro) alla qualità dei “processi” (la presa in carico del paziente), nell’intento di recuperare soluzioni sistemiche già validate, oggi più che mai utili a passare dall’emergenza alla riforma strutturale.
Signor Presidente,
i provvedimenti d’urgenza da Lei recentemente annunciati per l’abbattimento delle liste d’attesa testimoniano una lodevole volontà operativa, ma rischiano di scontrarsi con un limite strutturale invalicabile: non si può curare un sistema inefficiente semplicemente chiedendogli di lavorare di più. Il sovraffollamento delle agende non è un problema di “quantità” di ore, ma di “qualità” dei modelli assistenziali.
Le scrivo in qualità di clinico che ha dedicato la propria attività alla ricerca di soluzioni sistemiche, per ricordarLe che la Regione Puglia non ha bisogno di cercare altrove modelli di efficienza. Nei cassetti della Sua amministrazione, codificata in anni di delibere ufficiali (dal 2010 al 2012) e documenti di indirizzo economico-funzionale (DIEF), esiste già la risposta definitiva a ciò che Lei oggi cerca con affanno.
In quegli atti, la Puglia aveva intuito — unica in Italia — che le liste d’attesa si abbattono solo attraverso la presa in carico multidisciplinare delle cronicità complesse. Il cuore del problema è che il 40% delle prestazioni inutili da Lei citate nasce dalla frammentazione diagnostica: pazienti costretti a orbitare per mesi tra specialisti diversi, generando prenotazioni multiple per un unico quesito clinico.
La soluzione che la Puglia aveva già validato, con il supporto di prestigiose istituzioni scientifiche non solo nazionali, risiede nel superamento della “prestazione singola” a favore di percorsi diagnostici integrati. È la Medicina di Precisione applicata all’organizzazione: un unico accesso, un unico team di competenze diverse, un’unica risposta.
I dati raccolti in anni di attività documentata confermano che la presa in carico interdisciplinare non solo azzera le code per i pazienti più bisognosi di assistenza, ma produce un risparmio strutturale certificato, riducendo la mobilità passiva e i costi sociali della malattia cronica. Trasforma, in sostanza, il sistema sanitario da un distributore di servizi a un vero gestore di salute pubblica.
Presidente, innovare non significa inventare pratiche spettacolari per tamponare la criticità del momento. Significa avere la statura politica e la lucidità amministrativa di riprendere quei processi di riconversione e quelle intuizioni scientifiche che la Sua stessa Regione ha generato, finanziato e poi, paradossalmente, lasciato inespressi per logiche estranee al bene pubblico.
Non si tratta di una suggestione teorica, ma di una realtà amministrativa e scientifica già documentata, che attende solo di essere restituita alla sua funzione originaria: servire i cittadini con competenza e dignità. Il futuro della nostra sanità è già scritto negli atti ufficiali della Puglia; occorre solo la volontà di tradurre quella visione in una riforma stabile dei processi assistenziali, uscendo dalla logica dei turni extra per entrare in quella della riforma dei processi e garantire ai cittadini non solo un esame in tempi brevi, ma un percorso di cura completo e integrato.
Con osservanza,
Mauro Minelli

