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Pancia gonfia dopo i pasti: da cosa dipende?

Pancia gonfia dopo i pasti: da cosa dipende?

Pancia gonfia dopo i pasti: da cosa dipende?

Il gonfiore addominale è un disturbo molto comune che si manifesta prevalentemente dopo i pasti e che spesso si accompagna ad altri sintomi come flatulenza, eruttazione, senso di pesantezza, tachicardia o un insospettato abbassamento della voce. Notoriamente questi disturbi insorgono dopo un pasto abbondante e, il più delle volte, in assenza di allergie o intolleranze (vere o fasulle!), è sufficiente una dieta sana ed equilibrata per eliminare questo tipo di disturbi. Ma cosa succede se dovesse continuare a presentarsi un’insopportabile sensazione di gonfiore intestinale successivamente all’assunzione di un semplice piatto di verdure? Generalmente il fastidioso (e talvolta doloroso) gonfiore addominale è dovuto all’accumulo eccessivo di gas, prodotto dai processi di fermentazione operati dai batteri che risiedono a livello intestinale. A fare il punto per l’Adnkronos Salute è Mauro Minelli, immunologo clinico e docente di Nutrizione Umana alla Lum.

Cosa sono i FODMaP

Nello specifico, la formazione di gas intestinale è favorita dall’ingestione di quantità elevate di carboidrati fermentabili che, in soggetti sensibili in cui è presente una disbiosi intestinale fermentativa, possono causare spiacevoli disturbi intestinali. Tali alimenti, raggruppati nel novero dei cosiddetti FODMaP (Fermentable Oligosaccharides, Disaccharides, Monosaccharides and Polyols) sono agenti capaci di provocare disturbi di vario genere, per quanto prevalentemente intestinali, per il tramite di microrganismi fermentativi dei quali essi stessi costituiscono nutrimento idoneo. È importante, quindi, inquadrare l’eventuale presenza di una condizione disbiotica del soggetto che mostra pancia gonfia conseguente all’ingestione di verdura, ma anche di altri gruppi alimentari come per esempio frutta o latticini o legumi, al fine di ottenere un miglioramento del quadro sintomatologico. In questo caso potrebbe essere utile l’adozione di schemi dietetici opportunamente modulati e calibrati su un introito controllato di alimenti fermentabili che tenga conto possibilmente della specifica condizione disbiotica del soggetto da trattare.

Gli alimenti da limitare o evitare

E quindi quali saranno gli alimenti FODMaP  da limitare o eventualmente eliminare dalla dieta? Si trovano nella farina di frumento, in diversi tipi di verdura (asparagi, cipolla, aglio, cavolo cappuccio, cicoria, carciofo), e frutta fresca (mela, pera, mango, pesca, albicocche, ciliegie, anguria), nei legumi, nella frutta in guscio, nel latte e derivati, miele, sciroppo d’acero oltre che in prodotti industriali contenenti sorbitolo, mannitolo, xilitolo, maltitolo. Una volta che il soggetto avrà recuperato uno stato di equilibrio microbico e, dunque, una regolare funzionalità intestinale, con il supporto di una terapia probiotica adeguata e personalizzata, sarà possibile prevedere una corretta fase di graduale reinserimento di alimenti inizialmente esclusi e che difficilmente alla prossima ingestione indurranno un addome prominente.

Come sempre affidarsi alle giuste competenze risultta lo strumento più idoneo per promuovere e mantenere la salute.

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