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IMID, un’occasione mancata: il video




Il prof Minelli, a sei anni dalla chiusura del Centro IMID di Campi Salentina, diventa narratore e racconta una storia più che mai attuale.

“Sentivo alcuni giorni fa, alcune sere fa, le riflessioni, devo dire anche emozionanti, dello scrittore Stefano Massini che, rifacendosi alla sua lettura del libro Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, si richiamava al racconto di alcune persone che, avendo appreso che da lì a poco sarebbero stati distrutti bruciati un gran numero di libri, decidono di imparare ciascuno a memoria un libro. Chi imparava Moby Dick, chi imparava Per chi suona la campana, chi imparava Pinocchio. Ciascuno imparava un libro, nell’intento di preservarne la memoria, una volta che quei libri poi fossero stati distrutti, cioè di farsi carico, in qualche modo, di raccogliere la memoria del racconto racchiuso nelle pagine di quei libri, altrimenti destinati ad essere perduti.

Bene, alla luce di questa storia, io vorrei dire a chi mi ascolta, che sia palese e manifesto piuttosto che anonimo, o ignoto, vorrei dire che io, d’ora in poi, mi incarico di questo: la storia dell’IMID, sì proprio del Centro IMID, d’ora in poi e anzi, da questo momento molto più di quanto possa non aver fatto fino a questo momento, intendo raccontarla. Voglio raccontarla. Sono medico, credo di poter dire, anche credibilmente, di essere verosimilmente uno dei principali attori protagonisti di quella storia, per cui mi sento autorizzato e mi assumo la responsabilità, in qualche modo, di raccontare quella storia e di continuare a farlo; e se qualcuno pensa che tutto questo sia retorica, beh, vorrei rispondere a questo qualcuno che la memoria non è mai retorica.“

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