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Fattori di rischio delle malattie immuno-allergiche da tenere sotto controllo

Fattori di rischio delle malattie immuno-allergiche da tenere sotto controllo

Fattori di rischio delle malattie immuno-allergiche da tenere sotto controllo

Le malattie allergiche e le malattie immunologiche sono incluse in due campi tra loro strettamente complementari.

L’allergia è una reazione patologica immuno-mediata, scatenata dall’ipersensibilità a determinate sostanze, dette allergeni, che ha come conseguenza un processo infiammatorio a carico dell’organo bersaglio rappresentato, nella maggior parte dei casi, dalla sede in cui ha avuto luogo l’incontro tra l’allergene e le cellule del sistema immunitario.

Gli organi coinvolti possono essere il naso, i bronchi, il cavo orale, l’intestino, la cute, ecc.

Ma, a prescindere dall’organo interessato, il controllo risolutivo di una malattia allergica non si può raggiungere se, unitamente alla somministrazione della terapia sintomatica, non si provveda alla stabilizzazione dell’assetto immunologico.

Buongiorno dottore, sono allergica alle graminacee da molti anni, ma non compensata in modo adeguato. Vorrei avere qualche informazione sulle correlazioni tra alimentazione e allergie.

Le cause precise di questa reazione eccessiva ed inappropriata del sistema immunitario non sono note, ma sono disponibili alcuni dati empirici e alcune indicazioni.

 

La connessione tra allergie e cambiamenti del nostro stile alimentare

Quel che si è osservato è che negli ultimi decenni, i casi di allergia (di ogni tipo) sono aumentati significativamente e una delle ipotesi avanzate sui motivi per cui ciò si verifica fa riferimento ai drastici cambiamenti alimentari introdotti negli ultimi 30-40 anni.

Attualmente l’alimentazione è più varia ma, rispetto al passato, di qualità inferiore.

Vi è un consumo sregolato di alimenti reperibili in ogni istante, in ogni stagione ed in ogni situazione.

Il modo di alimentarsi è totalmente cambiato. A causa di turni lavorativi stressanti, si ha poco tempo per preparare il pranzo o la cena e si acquistano molto più che in passato alimenti pronti e surgelati, ricchi di conservanti o altri additivi.

La diffusione dei pasti fuori casa individua i suoi attori principali negli operatori della ristorazione e nelle aziende del settore, ai quali in tanti abbiamo oramai trasferito la funzione di proporre, abbinare e servire menù e porzioni già pre-stabilite, favorendo così la passività dei fruitori rispetto ad un proprio modello di consumo. Tutto ciò ha evidentemente allontanato ciascuno di noi dalla buona regola di rispettare un proprio stile alimentare.

Un’alimentazione non corretta e ricca in alimenti contenenti eccessi di zuccheri o farine raffinate, pronti da mangiare o da cucinare, con densità calorica elevata e con scarso apporto di alimenti come frutta e verdura contenenti vitamine e sali minerali, irrita la mucosa intestinale alterando i fisiologici processi di filtrazione e assorbimento di micronutrienti indispensabili alla nostra salute.

 

Salute dell’intestino e processi infiammatori

Un’infiammazione della parete intestinale che, in condizioni normali, funge da barriera immunologica e meccanica nei confronti di batteri e macromolecole, può destabilizzare questa “difesa cellulare” consentendo ingressi indiscriminati nel circolo sanguigno di microrganismi, allergeni, frazioni indigerite di proteine alimentari e cataboliti tossici prodotti dalla flora patogena in eccesso.

Tali sostanze vengono individuate come ‘estranee’ dalle cellule immunocompetenti che, dal canto loro, si impegnano a combatterle in quanto sostanze non autorizzate a transitare attraverso la barriera intestinale e, dunque, potenzialmente pericolose.

È così che partono processi infiammatori locali e sistemici mediati da prodotti nocivi e/o dinamiche autoimmunitarie orientate verso bersagli i più diversi.

L’instaurarsi di questi meccanismi nocivi per il nostro organismo può essere la causa di una perdita della tolleranza alimentare con genesi ulteriore di malattie allergiche. 

È vero che il fumo di sigaretta anche passivo può essere un fattore di rischio per malattie immuno-allergiche?

Tra le malattie immuno-allergiche vanno annoverate certamente l’asma e la rinite allergica.

Se un soggetto asmatico è anche un fumatore dovrebbe smettere di fumare per non aggravare il quadro infiammatorio che coinvolge l’albero respiratorio, in quanto esiste una forte interazione tra il fumo di sigaretta e l’asma.

Quest’ultimo, infatti, è un quadro patologico a carico dei bronchi sensibilmente aggravato dall’irritazione e dallo stress infiammatorio indotto dal fumo del tabacco.

Accade, inoltre, che pazienti fumatori con sola rinite allergica, abbiano un’elevata probabilità che la loro patologia evolva in asma bronchiale.

 

L’inefficacia di alcuni trattamenti terapeutici dell’asma in soggetti fumatori

Si basa su evidenze scientifiche il presupposto di una sostanziale inefficacia del trattamento terapeutico dell’asma in soggetti fumatori. Le particelle prodotte dalla combustione del tabacco si legano, infatti, tanto ai recettori delle molecole dei farmaci, quanto direttamente alle molecole stesse, invalidandone l’azione.

 

Proteggere i bambini dal fumo passivo

Esiste, inoltre, una forte correlazione tra asma o rinite allergica e fumo indiretto o passivo, specialmente in riferimento ai bambini. Fumare in casa, in macchina o in ambienti in cui i bambini trascorrono molto tempo, predispone infatti i loro bronchi all’infiammazione ed innesca le dinamiche dell’allergia che potranno poi compiutamente manifestarsi anche a distanza di anni.

 

Allergie ed inquinamento ambientale

Un altro importante fattore di rischio per malattie immunoallergiche è l’inquinamento ambientale tanto indoor quando outdoor, soprattutto nelle grandi città, ma sono cause difficilmente eliminabili, al contrario del fumo che, invece, può essere evitato.

Quindi, chi è allergico o predisposto all’asma non dovrebbe fumare; la sospensione di tale abitudine non potrà che produrre benefici tangibili.

Buongiorno dottore, c’è una correlazione tra obesità e malattie immuno-mediate?

I processi infiammatori che sviluppano l’obesità possono essere amplificati da un’anomala attività del sistema immunitario. In altre parole, è dimostrato che esistono delle correlazioni tra il sistema immunitario e l’insorgenza e l’evoluzione dell’obesità.

L’obesità è una malattia cronica per lo più legata a disordini del metabolismo ed è caratterizzata da un eccesso di peso molto significativo e da una percentuale di grasso nel corpo patologicamente aumentata.

 

Dieta ipercalorica e sistema immunitario

Un team di ricercatori dell’Università Ludwig-Maximilian di Monaco di Baviera ha condotto uno studio, pubblicato sulla rivista scientifica “The Journal of Immunology”, in cui si è potuto dimostrare come una dieta ipercalorica, condotta anche solo per tre settimane, possa avere considerevoli effetti proprio sul sistema immunitario. Un particolare tipo di cellule immunitarie, note come cellule dendritiche plasmacitoidi, inizia ad accumularsi nel tessuto adiposo viscerale, distribuito intorno agli organi collocati all’interno dell’addome.

Secondo quanto emerso dallo studio, dopo una dieta ad elevato contenuto calorico, piccoli gruppi di queste cellule immunitarie riescono a creare strutture all’interno del grasso viscerale da cui partono importanti azioni immunologiche.

Nel dettaglio, le cellule dendritiche plasmocitoidi contenute nel grasso viscerale sono in uno stato di allarme costante e rilasciano interferone di tipo I che, differentemente da quel che più comunemente accade, invece di elaborare le procedure per il controllo delle infezioni, innesca le dinamiche della sindrome metabolica, un insieme di fattori di rischio che comportano lo sviluppo di malattie infiammatorie croniche come diabete e malattie cardiovascolari.

Bibliografia
Stutte s. et al –   High-Fat Diet Rapidly Modifies Trafficking, Phenotype, and Function of Plasmacytoid Dendritic Cells in Adipose Tissue – J Immunol 15 marzo 2022, 208 (6) 1445-1455; DOI: https://doi.org/10.4049/jimmunol.2100022



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