23 Gen Dalla Ricerca alle nuove frontiere della longevità: il microbiota come protagonista
C’è un legame profondo tra quello che mangiamo, i batteri che ospitiamo e quanto a lungo vivremo in salute.
La scoperta di oggi: lo studio internazionale su Dysosmobacter welbionis ha rivelato un meccanismo incredibile. Questo batterio è l’unico capace di trasformare il mio-inositolo (presente in frutta e cereali) in acido butirrico, una molecola “scudo” che protegge il fegato e previene malattie come diabete e obesità. La sua presenza è un vero e proprio termometro del benessere metabolico.
Il video: come sottolineato dall’immunologo Mauro Minelli nel video di SalusTv (ADNkronos), il microbiota non è un ospite passivo ma una vera e propria “sala di controllo” dell’invecchiamento. Con il passare degli anni, il nostro ecosistema intestinale tende a impoverirsi, esponendoci a infiammazioni croniche (inflammaging).
Dunque… non basta conoscere i batteri “buoni” come il D. welbionis; occorre saperli monitorare e integrare in modo professionale.
– Dieta globale: un’alimentazione ricca di fibre (stile mediterraneo) è il primo passo per nutrire questi alleati.
– Prescrizione scientifica: Il futuro non è nel “fai da te”, ma in un approccio clinico basato su analisi metagenomiche e protocolli geriatrici mirati, come il sistema ProBiogramma citato nel filmato.
La sfida oggi è trasformare queste scoperte in terapie personalizzate: il probiotico “giusto”, alla dose “giusta”, per la persona “giusta”.

