04 Dic BIoMA 2025: guarda l’evento on demand
Il 15 ottobre 2025, nella prestigiosa Sala della Regina di Palazzo Montecitorio a Roma, esperti internazionali e italiani si sono confrontati sulle ultime scoperte relative al microbiota intestinale e al suo impatto sui processi di invecchiamento in salute. L’evento ha esplorato il ruolo centrale del microbiota intestinale nella medicina personalizzata, nella regolazione del sistema immunitario, nel metabolismo e nel benessere.
In particolare, è stato messo in luce come un microbiota intestinale equilibrato, caratterizzato dalla predominanza di batteri “amici” con proprietà antinfiammatorie, possa contribuire a un invecchiamento sano. Al contrario, la disbiosi intestinale, ovvero l’alterazione dell’equilibrio microbico, è emersa come un fattore di rischio scientificamente provato per molte patologie legate all’invecchiamento: dalle malattie neurodegenerative alle patologie cardiovascolari, fino alla fragilità tipica della terza età.
Introduzione
Paolo Marchetti, Presidente Fondazione Medicina Personalizzata: ha evidenziato la necessità di superare la “pigrizia culturale” e riconoscere che il microbiota è il presente della medicina della longevità.
Il deputato Claudio Stefanazzi promuove l’opportunità per la finanza e il mercato privato di investire nel settore della ricerca e della sanità, in particolare nella medicina personalizzata, con l’obiettivo di stabilire una collaborazione efficace e virtuosa tra pubblico e privato in questo campo.
Giorgio Mulè, Vicepresidente della Camera dei Deputati: ha rinnovato l’impegno nel completare il percorso per una “Legge per l’Equilibrio Biologico”, con l’obiettivo di facilitare l’accesso alle cure per pazienti con disbiosi intestinale. L’Italia deve avanzare, prima tra tutti i Paesi, per favorire una sanità sempre più basata sulla prevenzione.
Guarda gli interventi
Mauro Minelli, Fondazione Medicina Personalizzata: ha presentato l’evento e illustrato, nella sessione scientifica, l’efficacia dei probiotici nelle allergie IgE-mediate, mostrando la loro capacità di modulare la risposta immunitaria.
Silvia Turroni, Università di Bologna: ha evidenziato che la diversità microbica è una “firma biologica” cruciale dello stato di salute e che un’alterazione di quella biodiversità si associa soprattutto all’insorgenza e al mantenimento della cronicità.
Giacomo Rossi, Università di Camerino: ha presentato il concetto di One Health, evidenziando come lo scambio microbico tra uomo e animale possa rafforzare il sistema immunitario e favorire la longevità.
Aurelia Santoro, Università di Bologna: ha spiegato come la dieta e un sano stile di vita possano contrastare l’inflammaging (infiammazione legata all’età), rallentando l’età biologica misurata dai nuovi “orologi infiammatori”.
Gabriella Marcon, Università di Trieste: ha dimostrato che i centenari con un microbiota stabile e diversificato mostrano un minore decadimento cognitivo e una maggiore longevità cerebrale.
Stefano Santori ha concluso sottolineando che la longevità in salute è correlata alla qualità della vita e che monitorare i parametri e ottimizzare le abitudini quotidiane è essenziale.

