29 Lug Dal Cilento a Osaka 2025: il ruolo della Dieta Mediterranea nella salute dell’uomo
Nel momento in cui perfino la ‘Pepsi’ scopre il valore aggiunto del concetto “prebiotico”, creando Prebiotic Cola, ovvero la versione funzionale di una delle bevande più note al mondo, diventa difficile ignorare sul piano culturale, sociale ma soprattutto salutistico, l’impatto formidabile della ‘rivoluzione’ che la scienza del microbiota sta generando nella vita quotidiana dell’uomo, nelle sue scelte alimentari, nelle sue abitudini e nelle sue convinzioni più consolidate.
È anche di questo che, nei giorni scorsi, ha discusso la ristretta delegazione campana – tra cui il prof. Minelli – intervenendo all’Expo 2025 di Osaka di fronte a una interessata platea di studenti del corso di studi in Scienze Gastronomiche dell’Università di Kyoto. Sicché l’auditorium del padiglione Italia dell’Expo di Osaka è diventato il luogo più idoneo e anche il più prestigioso per ribadire che la Dieta Mediterranea non è patrimonio immateriale dell’umanità solo perché è fatta di prodotti salubri offerti dalla generosa terra del Cilento, ma anche – e anzi soprattutto – perché la straordinaria biodiversità di un territorio diventa elemento caratterizzante di un’altrettanta preziosa biodiversità microbica che, nell’intestino dell’uomo consumatore, diventa autentico biomarcatore di salute e longevità.
È la nuova lettura interpretativa dello ‘stile alimentare mediterraneo‘ della quale gli ospiti esperti si sono fatti promotori in uno dei talk promossi, in Expo, dall’Assessorato all’agricoltura della Regione Campania.
È tempo di rimarcare questi aspetti nel racconto di un protocollo alimentare unico al mondo, riscoprendo la straordinaria attualità della sua impostazione seppur creata, nei suoi fondamenti, in un tempo nel quale del microbiota e delle sue potenzialità non c’era nulla se non l’idea assai generica di un’indistinta miscela di microrganismi messi lì per caso. È così che il concetto della dop economy acquisisce, al di là degli slogan e dei pur legittimi processi di marketing territoriale, una valenza scientifica universale che anticipa, nella brillante osservazione epidemiologica del biologo Ancel Keys, quella che poi la Scienza avrebbe confermato e definitivamente sancito come la dieta migliore del mondo, che rappresenta la sintesi ideale di ciò che un microbiota intestinale sano richiede per mantenersi in equilibrio e favorire il benessere dell’organismo.
Oggi, grazie a queste nuove conoscenze scientifiche, è possibile attribuire alla dieta mediterranea un valore ancora più profondo e aggiornato, che va ben oltre la tradizione e la territorialità: essa diventa un vero e proprio protocollo nutrizionale fondato su evidenze scientifiche.
In questo contesto, abbiamo posto l’accento anche sull’approccio “Low Nickel”, finalizzato a ridurre l’apporto di nichel negli alimenti, con particolare attenzione alla filiera del pomodoro, ambito di ricerca in cui sono emerse nuove prospettive che meritano ulteriore approfondimento.

