28 Mar Sonno e nervosismo, come affrontare il mal di primavera
Considerandone la scontata ovvietà, potrebbe essere superfluo ricordare quanto, in uno stile di vita sano, si inseriscano elementi strategici come il corretto movimento in un regime ben equilibrato tra attività e rilassamento, il predominio delle emozioni positive, la regolarità del ritmo ‘veglia-sonno’ con una buona qualità di quest’ultimo, un’alimentazione bilanciata e, dunque, senza eccessi o continue trasgressioni e con un adeguato apporto di liquidi. Tutto questo è fondamentale per promuovere e pianificare azioni preventive e salutistiche efficaci e realmente benefiche.
Ma, a prescindere dalle nostre volontà, ci sono momenti nei quali anche questa miscela di buone pratiche sembra essere inidonea e, dunque, non in grado di assecondare le nostre attese. L’evenienza, tutt’altro che infrequente, accade soprattutto per effetto di elementi esterni come, ad esempio, i cambi di stagione ulteriormente complicati, tra l’altro, dai cambi d’orario, proprio come quello che tra pochi giorni ci ritroveremo ad affrontare. È un fatto, ed è documentato, che tutto ciò possa influenzare la salute dell’uomo sia sul piano fisico che su quello mentale.
I disturbi più diffusi, anche perché più immediatamente percepibili, sono a carico del sonno: difficoltà ad addormentarsi e svegliarsi al mattino, insonnia o sonno frazionato. Al risveglio potranno esserci una minore capacità di concentrazione, riflessi più lenti, svogliatezza e necessità di acquisire con gradualità la giusta energia prima di entrare nel pieno delle attività. A livello psichico possono comparire ansia, variazioni repentine e apparentemente ingiustificabili del tono dell’umore che appare per lo più deflesso, cambiamenti delle abitudini alimentari con inappetenza o, al contrario, un’aumentata sensazione di fame, bruciore di stomaco, cattiva digestione e, talvolta, sbalzi pressori e turbe della crono-regolazione ormonale.
La spiegazione di tutto ciò sembra stare in una sorta di ‘carico adattativo’ che, in risposta ad alcune sollecitazioni ambientali apparentemente minimali e però ineludibili e continuative, porta l’organismo a un’attività fisiologica diversa da quella che fino a quel momento era stata sostenuta. Una volta che questa attività avrà raggiunto un nuovo livello di adattamento, l’organismo ritrova il suo equilibrio omeostatico, assolutamente indispensabile per evitare che il sovraccarico diventi patologicamente cronico.
Consigli per affrontare il cambio di stagione
Ma cosa fare per assecondare questi momenti? Durante il cambiamento di stagione verso la primavera con i suoi ritmi più frizzanti, i suoi colori invitanti, le sue luci più lunghe, le sue temperature più confortevoli, ma anche con le sue allergie o altri eventuali acciacchi più usualmente tipici dei frettolosi ostentatori di T-shirt, infradito e prendisole, sarebbe consigliabile adottare alcune piccole procedure, accorgimenti alimentari e attenzioni nello stile di vita che mirino a supportare il nostro organismo “in transito stagionale” e a preservare lo stato di benessere.
1) Non saltare la colazione – non è importante quanto copiosa ma è importante farla per mantenere attivo il metabolismo senza pause e, dunque, senza i deleteri momenti di irregolare e controproducente discontinuità nell’apporto calorico.
2) Valorizzare frutta e verdura di stagione, ricche di vitamine e sali minerali, coadiuvanti nelle funzioni metaboliche e con capacità antiossidanti e curative.
3) Ripartire bene la composizione dei pasti e mangiare a sufficienza, per favorire e ottimizzare le funzioni immunitarie, endocrine e metaboliche, ma anche per sostenere il giusto trofismo dei nostri organi e tessuti.
4) Preferire centrifugati ed estratti di frutta di stagione e verdure locali, come bevanda funzionale da assumere tra i pasti, puntando alla valorizzazione dei micronutrienti.
5) Bere acqua in abbondanza.
6) Praticare attività fisica, ciascuno tenendo conto delle proprie potenzialità fisiche e dell’età, senza esagerare.
7) Modulare opportunamente l’assunzione di prodotti lattiero-caseari all’interno di una dieta generosa di verdure, cereali a basso tenore di glutine, semi oleosi e proteine vegetali.
8) Includere opportune quantità di acidi grassi omega 3 nell’alimentazione ordinaria soprattutto attraverso il consumo di pesce indicato (salmone, tonno, pesce spada, palamita, sardine, aringhe, merluzzo).
9) Per contro, evitare cibi fritti, non facili da digerire, dall’elevato contenuto calorico, oltre che noti apportatori di potenzialità aterogene e proinfiammatorie.
10) Rispettare i ritmi cronobiologici e valorizzare la quantità e la qualità del sonno ristoratore.
E poi, ancora:
- Astenersi dai luoghi comuni che vorrebbero la temporanea debacle stagionale connessa alla consueta giaculatoria delle ‘basse difese immunitarie’ rifugio incondizionato dei nostri malesseri senza paternità apparente. Attenzione, dunque, a non fare provviste del tutto fuori luogo di immunostimolanti da banco, fossero anche quelli con formule esclusive e strabilianti. In un momento dell’anno nel quale, in ragione del forte carico antigenico ambientale che la pollinazione di alberi e piante erbose scarica in atmosfera, di tutto il nostro sistema immunitario potrebbe aver bisogno, meno che di essere ulteriormente “stimolato” da sollecitazioni abnormi, irregolari e irrazionali, tanto più quando somministrate secondo indicazioni che rispetto alla logica vanno in direzione diametralmente opposta.
- Lasciare le banalità ai cultori delle ‘frasi fatte’, perché “le mezze stagioni” ci sono ancora con i loro “pro” e i loro “contro”, visto che, al di là delle nostre frettolose convinzioni, durante il 21 marzo, equinozio della primavera 2025, ancora una volta il sole all’equatore ha diviso in due parti perfettamente uguali il tempo del buio e quello della luce. Ed è un miracolo unico del quale mai dovremmo cessare di stupirci.

