
📍Fino a oggi, il mondo dei social è stato dominato da influencer che promuovono salute e benessere attraverso routine di allenamento e diete equilibrate, adatte a ogni età. Tuttavia, questo scenario sta cambiando rapidamente con l'avvento dei 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗶 ...𝗳𝗮𝗿𝗺𝗮𝗰𝗶 𝗮𝗻𝘁𝗶-𝗼𝗯𝗲𝘀𝗶𝘁𝗮̀: 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗻𝗮𝗹𝗼𝗴𝗵𝗶 𝘀𝗶𝗻𝘁𝗲𝘁𝗶𝗰𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗚𝗟𝗣-𝟭. Questi farmaci, che stanno vivendo un vero e proprio boom di consumi, rappresentano la nuova miniera d’oro per le case farmaceutiche che hanno scommesso sulla loro efficacia contro i chili di troppo.
🔎Ormai è impossibile non aver sentito parlare delle famose "punture miracolose". È la moda del momento, ma la vera novità risiede in un fatto straordinario: il protagonista di questo successo, l’ormone GLP-1, non abita solo in farmacia. Lo produciamo noi stessi, ogni giorno, nel nostro intestino. Non è solo la base di una terapia farmacologica, ma 𝒖𝒏 𝒎𝒆𝒔𝒔𝒂𝒈𝒈𝒆𝒓𝒐 𝒏𝒂𝒕𝒖𝒓𝒂𝒍𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒊𝒍 𝒏𝒐𝒔𝒕𝒓𝒐 𝒄𝒐𝒓𝒑𝒐 𝒖𝒕𝒊𝒍𝒊𝒛𝒛𝒂 𝒑𝒆𝒓 𝒓𝒆𝒈𝒐𝒍𝒂𝒓𝒆 𝒍𝒂 𝒔𝒂𝒛𝒊𝒆𝒕𝒂̀ 𝒆 𝒊𝒍 𝒎𝒆𝒕𝒂𝒃𝒐𝒍𝒊𝒔𝒎𝒐.
🔹L'approfondimento odierno dell’immunologo Mauro Minelli su Adnkronos evidenzia come una spesa consapevole (fibre, proteine e grassi sani) possa letteralmente "istruire" il corpo a gestire meglio la glicemia e gli attacchi di fame. Questa visione sta spingendo il mercato verso una nuova tendenza alimentare definita "𝗚𝗟𝗣-𝟭 𝗳𝗿𝗶𝗲𝗻𝗱𝗹𝘆": un approccio basato su prodotti specifici, pensati per offrire nutrienti densi e preservare la massa muscolare durante il percorso di perdita di peso.
Un 𝗮𝗽𝗽𝗿𝗼𝗰𝗰𝗶𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗮𝘁𝗼, che unisca la qualità del cibo alla comprensione dei meccanismi ormonali e al corretto equilibrio del nostro microbiota, rappresenta oggi la via più solida per una gestione del peso che sia, al contempo, efficace e sostenibile nel tempo.
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I farmaci GLP-1 spopolano, ma l’ormone lo produciamo già. Con fibre, proteine e grassi sani si modula fame e glicemia, e nasce il trend GLP-1...
www.maurominelli.it🥼 𝗟𝗮 𝗠𝗲𝗱𝗶𝗰𝗶𝗻𝗮 𝗼𝗴𝗴𝗶: 𝘂𝗻 𝗺𝗶𝗿𝗮𝗰𝗼𝗹𝗼 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 𝗼 𝘂𝗻 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗶𝗻 𝗳𝗿𝗮𝗻𝘁𝘂𝗺𝗶?
🔹 𝙄𝙡 𝙘𝙧𝙤𝙡𝙡𝙤 ...𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙣𝙖𝙧𝙧𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 "𝙢𝙞𝙧𝙖𝙘𝙤𝙡𝙞𝙨𝙩𝙞𝙘𝙖"
Viviamo nella promessa della "New Era of Medicine", fatta di intelligenza artificiale e algoritmi perfetti. Eppure, questa narrazione si frantuma non appena si varca la soglia di un ospedale. Esiste una 𝘥𝘪𝘴𝘵𝘢𝘯𝘻𝘢 𝘢𝘣𝘪𝘴𝘴𝘢𝘭𝘦 𝘵𝘳𝘢 𝘭𝘢 𝘮𝘦𝘥𝘪𝘤𝘪𝘯𝘢 𝘥𝘦𝘪 𝘱𝘳𝘰𝘤𝘭𝘢𝘮𝘪 𝘦 𝘭𝘢 𝘳𝘦𝘢𝘭𝘵𝘢̀ 𝘣𝘳𝘶𝘵𝘢𝘭𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘤𝘰𝘳𝘴𝘪𝘦, dove la tecnologia non sempre si traduce in una cura più umana o efficace.
🔹 𝘿𝙖𝙡𝙡𝙖 𝙫𝙞𝙨𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙪𝙣𝙞𝙩𝙖𝙧𝙞𝙖 𝙖𝙡𝙡𝙖 𝙥𝙖𝙧𝙘𝙚𝙡𝙡𝙞𝙯𝙯𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙚𝙡 𝙨𝙖𝙥𝙚𝙧𝙚
Fino agli anni ’70, la Dottrina Medica ha preservato una visione unitaria del paziente, considerato come un’entità biologica inscindibile. Con l’esplosione delle conoscenze - a fronte delle quali si è ritenuta impossibile, per un unico clinico, la padronanza dell’intera varietà fisiopatologica - siamo stati costretti a dividere il sapere in “specialità d'organo” (Pneumologia, Gastroenterologia, ecc.). Ma questa suddivisione, seppur favorita dalla crescente pressione conoscitiva, ha generato una 𝘱𝘦𝘳𝘪𝘤𝘰𝘭𝘰𝘴𝘢 𝘧𝘳𝘢𝘮𝘮𝘦𝘯𝘵𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘦𝘵𝘦𝘯𝘻𝘦, creando comparti stagni che comunicano poco tra loro, perdendo di vista l'insieme.
🔹 𝙄𝙡 𝙥𝙖𝙧𝙖𝙙𝙤𝙨𝙨𝙤 𝙙𝙚𝙡 𝙨𝙞𝙣𝙩𝙤𝙢𝙤 𝙞𝙨𝙤𝙡𝙖𝙩𝙤
Per di più, la parcellizzazione non si è fermata alla suddivisione per macro-settori anatomici, ma ha coinvolto anche le singole discipline spesso ulteriormente sminuzzate in frammenti via via più piccoli. Accade così che le allergie vengano delegate all'allergologo, l'infiammazione del distretto muscolo-scheletrico al reumatologo, quella del distretto vascolare all'angiologo, come se si trattasse di entità indipendenti. In tal modo, l’𝘢𝘵𝘵𝘶𝘢𝘭𝘦 𝘴𝘪𝘴𝘵𝘦𝘮𝘢 𝘱𝘶𝘯𝘵𝘶𝘢𝘭𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘪𝘨𝘯𝘰𝘳𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘵𝘢𝘭𝘪 𝘮𝘢𝘯𝘪𝘧𝘦𝘴𝘵𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘴𝘪𝘢𝘯𝘰, 𝘮𝘰𝘭𝘵𝘰 𝘴𝘱𝘦𝘴𝘴𝘰, 𝘢𝘴𝘱𝘦𝘵𝘵𝘪 𝘢𝘱𝘱𝘢𝘳𝘦𝘯𝘵𝘦𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘥𝘪𝘷𝘦𝘳𝘴𝘪 𝘥𝘪 𝘶𝘯’𝘶𝘯𝘪𝘤𝘢 𝘥𝘪𝘴𝘧𝘶𝘯𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 che, nel caso specifico, interessa il sistema immunitario. Si prova a stabilizzare il “segno”, ovvero l’apparenza “semeiotica” delle malattie, ma si continua sistematicamente a dimenticarne la radice fisiopatologica comune.
🔹 𝙄𝙡 𝙡𝙞𝙢𝙞𝙩𝙚 𝙙𝙚𝙡 𝙢𝙤𝙙𝙚𝙡𝙡𝙤 "𝙘𝙖𝙪𝙨𝙖 → 𝙚𝙛𝙛𝙚𝙩𝙩𝙤"
Il pilastro metodologico di tali procedure è ancorato al pensiero ottocentesco del fisiologo francese Claude Bernard: “𝗮 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗰𝗮𝘂𝘀𝗮 𝗰𝗼𝗿𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝗻𝗱𝗲 𝘂𝗻 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗹𝗶𝗻𝗲𝗮𝗿𝗲”. Questo approccio, seppur straordinario nelle emergenze acute (come, ad esempio, un antibiotico per una polmonite), è del tutto insufficiente per le patologie croniche, che non sono guasti meccanici ma espressioni di una complessità biologica profonda.
🔹 𝙇’𝙖𝙯𝙞𝙚𝙣𝙙𝙖 𝙨𝙖𝙣𝙞𝙩𝙖𝙧𝙞𝙖 𝙚 𝙞𝙡 𝙥𝙖𝙯𝙞𝙚𝙣𝙩𝙚 "𝙨𝙢𝙚𝙢𝙗𝙧𝙖𝙩𝙤"
L’introduzione dei DRG (Diagnosis Related Group) e della logica aziendale ha trasformato la salute in una merce. Il paziente viene "smembrato" in 𝘤𝘰𝘥𝘪𝘤𝘪 𝘵𝘢𝘳𝘪𝘧𝘧𝘢𝘳𝘪 𝘦 𝘳𝘪𝘮𝘣𝘰𝘳𝘴𝘪. Il risultato ricorda molto il 𝗺𝗼𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗼𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻 "𝗮𝘂𝘁𝗼𝗹𝗮𝘃𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼": ogni specialista, seppur impegnato a lavorare di domenica o fino alle 23,00 di ogni giorno, pulisce un pezzo della carrozzeria (il sintomo), ma nessuno si ferma a controllare lo stato del motore (il sistema biologico nel suo complesso).
🔹 𝙑𝙚𝙧𝙨𝙤 𝙪𝙣𝙖 𝙧𝙚𝙖𝙡𝙚 𝙜𝙪𝙖𝙧𝙞𝙜𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙘𝙡𝙞𝙣𝙞𝙘𝙖
Per tornare a guarire davvero, occorre superare la logica minimalista del “riduzionismo”. Ogni molecola che introduciamo interagisce con una rete fittissima: sistema nervoso, endocrino e immunologico sono un network inscindibile. 𝗟𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗮 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗰𝗶𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶𝘃𝗶𝗱𝗲, 𝗺𝗮 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮 𝗮 𝘀𝘁𝘂𝗱𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗹'𝗼𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗶𝘁𝗮̀.
📍Il passaggio da "paziente-persona" a "paziente-codice" è la sfida culturale più grande della medicina moderna. In questa nuova rubrica settimanale dal titolo “𝗰𝗿𝗼𝗻𝗮𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗮 𝗴𝘂𝗮𝗿𝗶𝗿𝗲”, cercheremo di capire perché l'attuale modello "per organi" fatichi a rispondere alle sfide della cronicità e come il recupero di una visione sistemica e metadisciplinare sia l'unica via per tornare a parlare di vera guarigione.
📖 Per chi desidera andare oltre la sintesi: le riflessioni presentate in queste pillole sono tratte da una stesura completa, scientificamente corredata e approfondita, che potete consultare sul mio sito. Lì troverete l'analisi delle radici storiche di questa crisi e le proposte per un modello assistenziale che rimetta al centro la complessità biologica dell'uomo.
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Leggi l’articolo completo e scopri perché la medicina moderna rischia di curare i sintomi, dimenticando la persona.
www.maurominelli.it🤒Nell’ultima settimana, oltre 800 mila italiani sono stati colpiti dall’𝗶𝗻𝗳𝗹𝘂𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘀𝘁𝗮𝗴𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲. Parallelamente all’aumento dei casi, cresce la 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗮 𝗮𝗶 𝗳𝗮𝗿𝗺𝗮𝗰𝗶 𝗱𝗮 𝗯𝗮𝗻𝗰𝗼: ...un’abitudine che, oltre a non accelerare la guarigione, può rivelarsi controproducente per l’organismo.
🔸È importante sottolineare che molti dei rimedi "fai da te" frequentemente utilizzati sembrano avere una 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 “𝗽𝗹𝗮𝗰𝗲𝗯𝗼”: ci convincono della loro utilità, portandoci a consumare integratori e nutraceutici con la stessa leggerezza con cui mangiamo le mentine. Tanto per citare un prodotto che di questi tempi è molto gettonato: la 𝘷𝘪𝘵𝘢𝘮𝘪𝘯𝘢 𝘊 è pressoché inefficace se assunta quando i sintomi sono già comparsi; ha senso, invece, in un’ottica di prevenzione per ridurre leggermente la durata del malanno o per chi pratica sport estremi in climi rigidi.
🔸Meglio orientarsi su alternative come il 𝗺𝗶𝗲𝗹𝗲 per calmare la tosse in modo naturale, lavaggi con 𝘀𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗮𝗹𝗶𝗻𝗮 𝗶𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼𝗻𝗶𝗰𝗮 ideali per liberare le vie respiratorie superiori e lo 𝘇𝗶𝗻𝗰𝗼 che, se assunto al principio della sintomatologia, può effettivamente accorciare il decorso della malattia.
🔸Un’attenzione particolare va riservata agli 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗯𝗶𝗼𝘁𝗶𝗰𝗶, troppo spesso assunti senza consultare un medico. Questi farmaci sono "nemici giurati" del nostro microbiota, che rappresenta invece il primo alleato della nostra salute immunitaria. È bene ricordare un principio biologico fondamentale: gli antibiotici combattono i batteri, mentre influenza, raffreddore e quasi tutte le faringiti stagionali sono causate da virus. Utilizzarli in questi casi è non solo inutile, ma dannoso.
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Nell’ultima settimana oltre 800mila italiani colpiti dall’influenza. Attenzione ai rimedi fai da te e agli antibiotici inutili: informarsi fa la...
www.maurominelli.it📄La 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗣𝘂𝗴𝗹𝗶𝗮 è al lavoro per definire misure urgenti volte alla 𝗿𝗶𝗱𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗹𝗶𝘀𝘁𝗲 𝗱’𝗮𝘁𝘁𝗲𝘀𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 ...𝘀𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗲: tra le proposte principali formulate dal neo-eletto 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗗𝗲𝗰𝗮𝗿𝗼, emerge l’𝗲𝘀𝘁𝗲𝗻𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗼𝗿𝗮𝗿𝗶 𝗮𝗺𝗯𝘂𝗹𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮𝗹𝗶 𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶 𝗱𝗶𝗮𝗴𝗻𝗼𝘀𝘁𝗶𝗰𝗶 𝗳𝗶𝗻𝗼 𝗮 𝘁𝗮𝗿𝗱𝗮 𝘀𝗲𝗿𝗮 𝗲 𝗻𝗲𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶 𝗳𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗶. Si tratta di una soluzione che, pur rappresentando un primo passo concreto, porta con sé il 𝘱𝘢𝘳𝘢𝘥𝘰𝘴𝘴𝘰 𝘴𝘵𝘳𝘶𝘵𝘵𝘶𝘳𝘢𝘭𝘦 𝘵𝘳𝘢 𝘭𝘢 𝘨𝘦𝘴𝘵𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘵𝘪𝘵𝘢̀ (𝘭𝘦 𝘰𝘳𝘦 𝘥𝘪 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘰) 𝘦 𝘭𝘢 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘪𝘵𝘢̀ 𝘥𝘦𝘪 𝘮𝘰𝘥𝘦𝘭𝘭𝘪 𝘢𝘴𝘴𝘪𝘴𝘵𝘦𝘯𝘻𝘪𝘢𝘭𝘪.
🔎La 𝗿𝗶𝗳𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗶𝗺𝗺𝘂𝗻𝗼𝗹𝗼𝗴𝗼 𝗠𝗮𝘂𝗿𝗼 𝗠𝗶𝗻𝗲𝗹𝗹𝗶, pubblicata sul Nuovo Quotidiano di Puglia, offre una prospettiva scientifica basata su modelli già esistenti negli atti amministrativi proprio della Regione Puglia. L'obiettivo è recuperare soluzioni sistemiche già validate e finanziate, ma poi rimaste inespresse per logiche estranee al bene dei cittadini. Le liste d’attesa si abbattono solo costruendo 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗶 𝗱𝗶𝗮𝗴𝗻𝗼𝘀𝘁𝗶𝗰𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗮𝘁𝗶 che evitino al paziente la frammentazione della diagnosi tra specialisti diversi, garantendo invece 𝘂𝗻 𝘂𝗻𝗶𝗰𝗼 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼, 𝘂𝗻 𝘁𝗲𝗮𝗺 𝗺𝘂𝗹𝘁𝗶𝗱𝗶𝘀𝗰𝗶𝗽𝗹𝗶𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗲 𝘂𝗻’𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮, come suggerisce la Medicina di Precisione.
Leggi la lettera aperta pubblicata l’11 gennaio 👇

Liste d’attesa in Puglia: servono percorsi diagnostici integrati e team multidisciplinari. Leggi la lettera aperta dell'immunologo Mauro Minelli.
www.maurominelli.it𝗨𝗻 𝘁𝗿𝗮𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗼 𝗱𝗶 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁𝗮̀: 𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗶𝗻 𝟱𝟬.𝟬𝟬𝟬 🎉
Non è un traguardo che celebro per vanità numerica, ma per ciò che rappresenta nel gennaio 2026: la tenuta di un progetto nato nel pieno della ...pandemia per offrire un confronto su temi complessi ad un pubblico allora sconosciuto.
𝗨𝗻’𝗶𝗺𝗽𝗿𝗲𝘀𝗮 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲
Questa iniziativa non gode di supporti esterni che ne dettino la linea.
Talvolta mi viene chiesto chi sostenga questa pagina.
La risposta è semplice: 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗶𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝗯𝘂𝗼𝗻𝗮 𝗱𝗶𝘃𝘂𝗹𝗴𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗱𝗲𝗯𝗯𝗮 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗽𝗮𝗱𝗿𝗼𝗻𝗶. Dietro ogni video, ogni testo e ogni aggiornamento che qui leggete, non ci sono finanziamenti pubblici né sponsor che pagano per orientare l’informazione.
Si tratta di una 𝘀𝗳𝗶𝗱𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗼 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲, anche sul piano economico, per garantire a chiunque voglia seguire questa pagina un servizio che sia sempre obiettivo e mai condizionato da finanziatori o interessi di parte.
È 𝘂𝗻 𝗶𝗻𝘃𝗲𝘀𝘁𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀: quella che, con il supporto professionale di ARS - ARchitecture that Sounds e dei videomaker del #GruppoMadaro, portiamo avanti ogni settimana, in ogni stagione. Persone e tecnici che mettono a disposizione la loro competenza affinché intorno al mio nome si crei un racconto della scienza che sia rispettoso, aggiornato e puntuale.
𝗟𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 "𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝗶𝗱𝗲𝗮𝗹𝗲"
Mi pregio di essere in una società educata al rispetto reciproco e alla gioiosa accoglienza.
In questa "cittadina", che aspira a diventare metropoli, il confronto è sempre benvenuto, anche quando le opinioni sono opposte, purché espresse con il garbo e la decenza che mi hanno contraddistinto fin dall’esordio.
𝗚𝗿𝗮𝘇𝗶𝗲 a chi ha avuto la pazienza e la bontà di seguirmi fin qui. Il mio impegno per il futuro non cambia. Continuerò a parlare di immunologia, medicina di precisione, microbiota e IMID con la stessa passione di sempre.
Continuerò a fornire, nei limiti del mio possibile, un’informazione medica aggiornata, qualificata e, soprattutto, libera.
𝘔𝘢𝘶𝘳𝘰 𝘔𝘪𝘯𝘦𝘭𝘭𝘪
Batteri che curano: L'osteoporosi
📍È online sui nostri canali la nuova puntata de “𝗜 𝗯𝗮𝘁𝘁𝗲𝗿𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝘂𝗿𝗮𝗻𝗼”, oggi dedicata al sorprendente legame tra 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗼𝘀𝘀𝗮 𝗲 𝗺𝗶𝗰𝗿𝗼𝗯𝗶𝗼𝘁𝗮.
...🔸L’𝗼𝘀𝘁𝗲𝗼𝗽𝗼𝗿𝗼𝘀𝗶 è una patologia molto diffusa. Sebbene i trattamenti standard si concentrino legittimamente su calcio, vitamine e bifosfonati, esiste un percorso aggiuntivo in grado di completare le strategie preventive e terapeutiche mirate al benessere del sistema scheletrico.
🔎Scopriremo insieme come l’eubiosi possa, ancora una volta, rappresentare il valore aggiunto per la salute umana.
Non perdetevi il video completo! 🎬
📍 Proseguendo il percorso tracciato con la rubrica dedicata alla 𝗠𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮𝗹 𝗛𝗶𝘀𝘁𝗼𝗿𝘆, inauguriamo oggi un nuovo approfondimento volto a integrare e arricchire la nostra produzione storiografica.
Al centro di questo filone non troveremo più solo le... singole scoperte, ma la 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗦𝗰𝘂𝗼𝗹𝗲 𝗠𝗲𝗱𝗶𝗰𝗵𝗲, intese come autentiche palestre del sapere e Università in fieri. Partendo dall'eredità dei pionieri che per primi sfidarono le malattie, analizzeremo come il legame tra maestri e discepoli abbia trasformato l’empirismo in una scienza organizzata e trasmissibile.
Un viaggio necessario per comprendere le radici istituzionali della medicina moderna e il valore della conoscenza condivisa nei secoli.
🔸𝗦𝗖𝗨𝗢𝗟𝗔 𝗠𝗘𝗗𝗜𝗖𝗔 𝗗𝗜 𝗠𝗜𝗟𝗘𝗧𝗢 (𝗩𝗜𝗜 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗮.𝗖.)
È la più antica tra le scuole mediche preippocratiche. I suoi maestri furono soprattutto filosofi che affrontarono lo studio dell’uomo anche da un punto di vista naturalistico. Molte delle intuizioni di questi pensatori si sono, poi, rivelate esatte.
𝗧𝗮𝗹𝗲𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗠𝗶𝗹𝗲𝘁𝗼 (𝟲𝟰𝟬/𝟲𝟮𝟱 𝗮.𝗖. – 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗮 𝟱𝟰𝟳 𝗮.𝗖.) primo filosofo della storia del pensiero occidentale, scopritore della geometria, fu anche un acuto osservatore della natura.
𝗔𝗻𝗮𝘀𝘀𝗮̀𝗴𝗼𝗿𝗮 (𝟰𝟵𝟲 𝗮.𝗖. – 𝟰𝟮𝟴 𝗮.𝗖. 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗮) formulò la tesi che individuava nel cervello (e non nel cuore) il centro coordinatore della sensibilità e del pensiero, teoria che in seguito gli storiografi assegnarono invece al pitagorico Alcmeone.
𝗔𝗻𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗮̀𝗻𝗱𝗿𝗼 (𝟲𝟭𝟬 𝗮.𝗖. 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗮 – 𝟱𝟰𝟲 𝗮.𝗖. 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗮) ipotizzò che gli animali e gli stessi esseri umani avessero avuto origine dal mare, precorrendo così di secoli la visione evoluzionista di Charles Robert Darwin.
🔸𝗦𝗖𝗨𝗢𝗟𝗔 𝗗𝗜 𝗣𝗜𝗧𝗔𝗚𝗢𝗥𝗔 (𝗩𝗜 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗮.𝗖.)
𝗣𝗶𝘁𝗮𝗴𝗼𝗿𝗮 (𝟱𝟳𝟱 𝗮.𝗖. – 𝟰𝟵𝟬 𝗮.𝗖.) grande matematico, portò nella scienza naturale, ancora non definibile come medicina, la teoria dei numeri. Secondo la sua visione, le malattie nascevano dagli eccessi, pertanto potevano essere evitate rispettando rigorose regole alimentari, di igiene e di vita. La scuola pitagorica ebbe importanti allievi come 𝗔𝗹𝗰𝗺𝗲𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗖𝗿𝗼𝘁𝗼𝗻𝗲, 𝗙𝗶𝗹𝗼𝗹𝗮𝗼 𝗱𝗶 𝗧𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗼, 𝗜𝗰𝗰𝗼, 𝗜𝗽𝗽𝗼𝗻𝗲 e soprattutto Empedocle di Agrigento e Democede che la approfondirono e la diffusero anche fuori dei confini della Magna Grecia, in Europa e in Asia, creando proprie scuole.
La nascita del pensiero medico scientifico In Italia risale alla comparsa delle prime scuole mediche: Scuola di Crotone e Scuola di Sicilia.
🔸𝗦𝗖𝗨𝗢𝗟𝗔 𝗠𝗘𝗗𝗜𝗖𝗔 𝗗𝗜 𝗖𝗥𝗢𝗧𝗢𝗡𝗘 (𝘀𝗲𝗰𝗼𝗹𝗶 𝗩𝗜 𝗲 𝗩 𝗮.𝗖.)
𝗘𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝗼 (𝗩𝗜 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗮.𝗖.) scriveva nelle sue Storie: “𝘐 𝘮𝘦𝘥𝘪𝘤𝘪 𝘥𝘪 𝘊𝘳𝘰𝘵𝘰𝘯𝘦 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘪 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘪 𝘯𝘦𝘭 𝘮𝘰𝘯𝘥𝘰, 𝘴𝘦𝘤𝘰𝘯𝘥𝘪 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘲𝘶𝘦𝘭𝘭𝘪 𝘥𝘪 𝘊𝘪𝘳𝘦𝘯𝘦” parlando di quella che certamente fu la migliore scuola medica dell'intero Occidente antico, dalla quale ebbe origine la medicina come scienza e ricerca scientifica.
Prima della scuola medica di Crotone, le malattie erano considerate come determinate dalle divinità, e quindi la terapia consisteva in riti magici, scongiuri e purificazioni.
I medici di Crotone, Alcmeone e Democede furono i primi ad attribuire le malattie a processi esclusivamente naturali e chimici.
𝗔𝗹𝗰𝗺𝗲𝗼𝗻𝗲 (𝗩 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗮.𝗖.) considerato il padre fondatore della medicina antica, intraprese il metodo della ricerca scientifica studiando l'anatomia di corpi umani e animali attraverso la dissezione. Egli identificò il cervello come centro motore di qualsiasi attività degli esseri viventi e si dedicò allo studio delle funzioni motorie operate dai nervi e dal sistema nervoso.
Di 𝗗𝗲𝗺𝗼𝗰𝗲𝗱𝗲 (𝗩 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗮.𝗖.) non si hanno molte notizie sulle sue tecniche mediche, o sulle sue ricerche. La segnalazione più nota è che, in seguito alla fama che si era guadagnato, venne chiamato ad esercitare la sua professione presso la Corte del re di Persia Dario I, che curò con successo per una slogatura che il sovrano si era procurato alla caviglia cadendo da cavallo.
🔸𝗦𝗖𝗨𝗢𝗟𝗔 𝗠𝗘𝗗𝗜𝗖𝗔 𝗗𝗜 𝗦𝗜𝗖𝗜𝗟𝗜𝗔 (𝘁𝗿𝗮 𝗶𝗹 𝗩 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗮. 𝗖. 𝗲𝗱 𝗶𝗹 𝗜𝗩 𝗱. 𝗖.)
𝗘𝗺𝗽𝗲𝗱𝗼𝗰𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗔𝗴𝗿𝗶𝗴𝗲𝗻𝘁𝗼 filosofo nato nel 492, taumaturgo e medico, è ritenuto il fondatore della scuola medica siciliana, allievo di Pitagora e uomo dalle notevoli doti di poeta e fisico. Fu il primo a formulare la teoria della realtà dei quattro elementi dell’acqua, dell’aria, del fuoco e della terra. A lui è attribuita la scoperta del labirinto dell'orecchio interno.
👉🏻𝘕𝘰𝘯 𝘱𝘦𝘳𝘥𝘦𝘳𝘦 𝘪 𝘱𝘳𝘰𝘴𝘴𝘪𝘮𝘪 𝘦𝘱𝘪𝘴𝘰𝘥𝘪 𝘥𝘪 𝘔𝘦𝘥𝘪𝘤𝘢𝘭 𝘏𝘪𝘴𝘵𝘰𝘳𝘺, 𝘴𝘦𝘨𝘶𝘪 𝘪 𝘤𝘢𝘯𝘢𝘭𝘪 𝘴𝘰𝘤𝘪𝘢𝘭!
#medicalhistory
📍Il tempo di pranzi e cene infiniti sta volgendo al termine e, con il nuovo anno, tra i buoni propositi di molti italiani c’è, al primo posto, quello di perdere qualche chilo di troppo accumulato e ridurre di qualche centimetro il girovita.
𝗠𝗲𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗻𝗼𝗻 ...𝗮𝗳𝗳𝗶𝗱𝗮𝗿𝘀𝗶 𝗮𝗱 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶𝘃𝗲, 𝗺𝗮 𝗿𝗶𝗮𝗯𝗶𝘁𝘂𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗿𝗽𝗼 𝗮 𝗯𝗿𝘂𝗰𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝘁𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗶 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗶 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗶, per tornare alla condizione precedente.
Un piano di 𝗿𝗲𝘀𝗲𝘁 𝗽𝗼𝘀𝘁-𝗖𝗮𝗽𝗼𝗱𝗮𝗻𝗻𝗼 viene illustrato in un approfondimento per Adnkronos Salute dall’immunologo clinico Mauro Minelli: 𝑝𝑜𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑎𝑙𝑜𝑟𝑖𝑒, 𝑎𝑙𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑛𝑢𝑡𝑟𝑖𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑒 𝑓𝑎𝑐𝑖𝑙𝑖 𝑑𝑎 𝑑𝑖𝑔𝑒𝑟𝑖𝑟𝑒 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑙𝑎 𝑐ℎ𝑖𝑎𝑣𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑎𝑓𝑓𝑟𝑜𝑛𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑛𝑢𝑜𝑣𝑜 𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑝𝑖𝑒𝑑𝑒 𝑔𝑖𝑢𝑠𝑡𝑜.
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