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La Dieta Mediterranea – una risorsa per il nostro Paese e la nostra salute




Dieta Mediterranea prof. Mauro Minelli

Il 18 luglio parteciperò al talk “LA DIETA MEDITERRANEA: Una risorsa attrattiva per i nostri territori”, presso il Museo Vivente della Dieta Mediterranea, un evento in cui si parlerà di benessere ed educazione alimentare legati ad uno stile alimentare che appartiene da sempre a noi Italiani e che è stato riconosciuto come patrimonio culturale dell’umanità.

L’aderenza coerente al regime MedDiet ( Dieta Mediterranea) è associata a riduzione dell’incidenza di diverse malattie e della mortalità, aumento dell’attività antiossidante e conseguente riduzione dell’infiammazione cronica di basso grado, azione favorente il cosiddetto “invecchiamento di successo” con conseguente controllo e contenimento di tutte le peculiarità dalle quali si genera la fragilità del soggetto anziano, quali la perdita della funzione cognitiva, la sarcopenia, lo sviluppo di malattie croniche come il diabete o l’aterosclerosi.
Ed è per questo che la modifica dei protocolli alimentari con adozione della MedDiet viene suggerita come un’importante strategia terapeutica per affrontare con successo la fragilità insita nell’invecchiamento.

D’altro canto la Dieta Mediterranea è più di un regime nutrizionale equilibrato e salutare. L’Alimentazione, infatti, non è solo la soddisfazione di un bisogno fisiologico identico in tutti gli esseri umani, ma rappresenta anche la diversità delle culture e tutto ciò che contribuisce a plasmare l’identità dei vari popoli, le loro strutture sociali, le loro esigenze dietetiche e perfino religiose, la loro visione del mondo e, in definitiva, una serie di tradizioni lentamente costruite nel corso dei secoli.
E proprio nel corso dei secoli si è andato progressivamente affermando e consolidando un modello alimentare, diffuso in tutte le nazioni del mediterraneo, basato su un apporto adeguato e coordinato di cibi prettamente naturali: verdure, legumi, frutta, noci, pesce, olio d’oliva, cereali preferibilmente integrali e loro derivati (pane pasta), carni bianche con basso consumo di carne rossa e latticini e grassi saturi.

È stato uno studio condotto da Ancel Keys e Coll. in Finlandia, Giappone, Grecia, Italia, Olanda, Stati Uniti e Jugoslavia e pubblicato nel 1970 su Circulation, a permettere la riscoperta della Dieta Mediterranea, dopo aver documentato che la mortalità per cardiopatia ischemica (infarto) era molto più bassa presso le popolazioni mediterranee rispetto agli altri paesi.
E Ancel Keys visse fino all’età di 100 anni.

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