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GUARIRE CASOMAI – Docufiction 2017




“Guarire casomai”, è un film documentario del 2017 impostato sulle premesse concettuali di un laborioso progetto sanitario finalizzato a conferire dignità e coerenza scientifica e organizzativa alla gestione e alla presa in carico delle malattie infiammatorie croniche, vero buco nero della sanità pubblica.
Il progetto in questione (destinato alla cura delle IMID:  Immune‐Mediated Inflammatory Disorders), partito nel  2012 in un piccolo ospedale periferico della provincia di Lecce, legittimato dal Regolamento Regionale di riordino della rete ospedaliera della Regione Puglia, fu chiuso e definitivamente accantonato nel giugno del 2014.

Il docufiction, realizzato dal regista Maurizio Madaro e liberamente tratto dal libro “Un sistema che non sa guarire” pubblicato nel 2015 dal Prof. Mauro Minelli e Angela Perucca, ricostruisce, attraverso una serie di testimonianze qualificate e prestigiose, le coordinate concettuali ed operative di quell’esperienza totalmente incentrata sulla tutela della salute da intendersi come “bene comune da condividere”.  Bene “prezioso”, salvaguardato da un sistema sanitario che, in Italia, era certamente uno dei migliori al mondo fino qualche decennio fa, fino a quando non ebbe a consolidarsi anche nel nostro paese il criterio del “rimborso a prestazione”… quello che, pian piano, ha trasformato gli ospedali da luoghi “ospitali” in aziende; quello che ha spostato il baricentro dell’attenzione dalla salute della persona al fatturato.

La sanità che ha dentro il profitto è sempre destinata a creare un equilibrio precario fra il primato della persona ammalata e la gestione ragionieristica della salute. Anche perché è legittimo supporre che, se la logica del sistema è “tante prestazioni fai… tanto ti rimborso”, l‘interesse  prioritario del medico o, ancor di più, della struttura (pubblica o privata) nella quale il medico opera, possa non essere rappresentato  dalla salute della persona, quanto piuttosto dal numero delle prestazioni effettuate. E dunque, la premura più costante di un sistema così architettato, sarà quella di preoccuparsi che la gente stia bene?.. oppure quella di aspettare che la gente si ammali in modo da poter prevedere un numero sempre crescente di prestazioni?

Il senso fondante del progetto IMID, che nel docufiction viene riproposto con coerente fedeltà rispetto all’idea originaria e alle sue successive evoluzioni, certo non fu quello di far crescere artificiosamente l’attività medica dedicata ai “giovani cronici” (che, d’altro canto, in pochissimo tempo crebbe spontaneamente a dismisura), quanto  piuttosto  quello di tutelarla, fornendo le basi per evitare che venisse schiacciata da tecnicismi posticci, e garantirla in quanto propedeutica ad un obiettivo di largo respiro, che poi è il fine ultimo della attività medica destinata agli ammalati: GUARIRLI CASOMAI!

GUARIRE CASOMAI – Sistemi di cura e Cure del Sistema

 

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