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Sulle spalle dei giganti

Data pubblicazione: 
Saturday, 1 September, 2007

South Immunology Journal
Vol.II, Num.4, September 2007

Se ho visto così lontano è perché sono salito sulle spalle dei giganti.
(I. Newton)

Nel mese di giugno 2007 il celebre British Medical Journal (una delle tre pubblicazioni medico-scientifiche più lette al mondo) diramava un annuncio inconsueto con il quale, per la prima volta, si invitavano i Pazienti a  redigere articoli propri di carattere medico e sanitario, nell’intento di esplicitare eventuali carenze e limiti rilevati negli ordinari percorsi assistenziali, soprattutto in quelli riservati alle cronicità.
L’invito del British Medical Journal, che già nel 2002 aveva  costituito un primo Patient Advisory Group con l’intento di agevolare i Medici nel loro lavoro, scaturiva dalla presa d’atto di una mozione recentemente varata dal Governo Britannico e finalizzata, da una parte, a sollecitare un più diretto coinvolgimento di Pazienti e laici nelle decisioni istituzionali strategiche in termini di assistenza sanitaria pubblica, e, dall’altra, a promuovere una più fattiva interazione “Medici-Pazienti”.
Non senza tracce di malcelato orgoglio, siamo qui sommessamente a ricordare a noi stessi, ancor prima che ai nostri Lettori, che con almeno 12 mesi d’anticipo rispetto a questo pure storico riscontro, South Immunology Journal, provando a guardare più lontano, aveva felicemente maturato analoga convinzione conformandosi coerentemente alla inedita premessa teorica, attraverso il coinvolgimento diretto degli Utenti nel proprio comitato editoriale. E i risultati di questa scommessa, giocata sulla posta di una instancabile attività di ricerca e di divulgazione, non si sono fatti attendere. Sempre più frequentemente e appropriatamente, infatti, questi Utenti “laici” partecipano ad assemblee pubbliche e a dibattiti sanitari, offrono il proprio competente contributo in  confronti televisivi con soggetti politici ed istituzionali  e in inchieste esclusive con l’intento duplice di fornire, da una parte, importanti indicazioni raccolte in piena autonomia sulla più moderna dottrina medico-scientifica, e, dall’altra, il report scarno e contraddittorio di chi è costretto, suo malgrado, a misurarsi con modelli sanitari retrogradi e parziali nei quali continua a latitare quella concezione di medicina sistemica e delle cause da noi più volte richiamata ed invocata.
Appartiene, dunque, ad una coscienza sempre più diffusa, la percezione nitida, pure dichiaratamente espressa dai più accorti decisori pubblici della sanità, di una competenza aggiornata oramai raggiunta dei Pazienti e, dunque, di una precisa consapevolezza delle loro esigenze che riescono, non di rado, ad orientare la classe dirigente. E, d’altro canto, i Pazienti sanno bene cosa vogliono: l’abolizione della competenza unica, l’introduzione di una diagnostica e di una terapia pluridisciplinari orientate al controllo e alla regolazione di sistemi integrati piuttosto che di un singolo organo, i trattamenti terapeutici biologici, quelli ad ampio spettro, efficaci, compatibili e privi di iatrogenicità.
E’ l’auspicio di una sanità, al tempo stesso, efficiente ed efficace, in un felice connubio assimilato a regola e non evocato nei termini di “eccezione” fortuita e occasionale.
Giova a noi, precursori convinti di un progetto editoriale composito ed integrato che ha nella “immunologia” la sua parola chiave, segnalare, al di là di ogni tentazione autoreferenziale,  un lusinghiero commento espresso da Paolo Falagiani, esperto ed apprezzato Direttore Scientifico del Notiziario Allergologico, una delle pochissime riviste divulgative referenziate prodotte dalla stampa allergologica italiana. La recensione, pubblicata dal dottor Falagiani nel numero 2 – 4 del Notiziario (Vol. 25 del giugno-dicembre 2006) sembra promuovere South Immunology Journal per due motivi sostanziali: intanto perché capace di comunicare emozioni, e poi perché promotore riconosciuto di quei percorsi cognitivi ed applicativi condivisi, che individuano nella paridignitaria interazione Medico-Utente il proprio punto di forza.
In tal senso, tuttavia, un’ulteriore precisazione mi pare doverosa nel momento della definitiva consacrazione di un modello comunicativo non proprio, o non fin qui, convenzionale in sanità. C’è una tensione forte e costante dei Pazienti e delle Associazioni che li rappresentano verso livelli conoscitivi teorici e pratici in linea sintonica con quelli maturati ed espressi dai propri Medici e Consulenti scientifici, nell’acquisita convinzione che, relativamente alle immunopatie, il punto anatomico di comparsa di un evento infiammatorio può non avere significato o valenza di rilievo sostanziale.
Per loro è una certezza. Lo è anche per noi.
E allora tocca ad entrambi, appunto Pazienti e Medici, comunicare chiarezze e diffondere il messaggio, nel tentativo non impossibile di allargare i confini della condivisione a tutto il resto della classe medica, salvo complicazioni ed occulti (ma non troppo) effetti collaterali…

Editorial – editoriale

South Immunology Journal, 2007, Vol. II, Num. 4
Copyright © 2007 by South Immunology Journal – September 2007

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